Le auto elettriche con percorrenze comprese tra 145mila e 193mila chilometri hanno maggiori probabilità di superare la revisione rispetto ai modelli a benzina con lo stesso chilometraggio.
Il chilometraggio elevato non è per forza sinonimo di usura in un'auto elettrica usata © Getty Images
Un chilometraggio elevato spesso scoraggia l’acquisto di un’auto usata, ma nel caso dei veicoli elettrici potrebbe essere necessario adottare nuovi parametri di valutazione. Un’analisi condotta da NewAutoMotive per conto dell’associazione di categoria Bvrla su 47,4 milioni di revisioni ha rilevato differenze relativamente contenute tra auto elettriche e a benzina in presenza di chilometraggi ridotti, una volta considerati l’età e la percorrenza del veicolo. Tuttavia, con chilometraggi elevati lo scenario cambia.

Tra le vetture di età compresa tra i tre e gli otto anni con percorrenze tra circa 145mila e 193 mila chilometri, la probabilità che i veicoli elettrici non superassero la revisione è risultata inferiore di circa il 25 per cento rispetto alle equivalenti auto a benzina. Oltre i 193 chilometri, la percentuale di insuccesso è stata del 16 per cento per i veicoli elettrici, contro il 23,5 per cento per cento delle auto a benzina.
“Il chilometraggio è una delle prime cose che si guardano quando si acquista un’auto usata; superare i 100mila chilometri può influire notevolmente sulla percezione del veicolo”, ha affermato Toby Poston, amministratore delegato della Bvrla. “Ciò che questi dati dimostrano è che il chilometraggio, da solo, non dovrebbe scoraggiare i consumatori. Un’auto elettrica con un chilometraggio elevato, ma ben mantenuta, può rivelarsi un veicolo usato estremamente durevole”.

“È un aspetto importante, poiché è proprio nel mercato dell’usato che la transizione all’elettrico diventa accessibile a milioni di altri automobilisti. Infondere fiducia negli acquirenti riguardo a queste auto sarà fondamentale per creare un mercato dell’usato elettrico sano e conveniente”, – ha dichiarato Ben Nelmes, amministratore delegato di New AutoMotive. – “Un chilometraggio elevato non è un indicatore di cattive condizioni del veicolo nel modo in cui gli acquirenti hanno tradizionalmente ritenuto. I dati suggeriscono che la semplicità meccanica della trasmissione elettrica acquisisce sempre più valore man mano che le auto accumulano chilometri”.
Da questo non consegue che i veicoli elettrici con elevato chilometraggio siano superiori in ogni aspetto. La ricerca ha rilevato infatti un maggior numero di difetti agli pneumatici nelle auto elettriche, pur non riscontrando prove del fatto che il peso maggiore si traduca in problemi più gravi alle sospensioni. Inoltre, i modelli elettrici più datati e con basso chilometraggio hanno mostrato una maggiore incidenza di difetti ai freni a frizione. I ricercatori hanno attribuito quest’ultimo fenomeno alla corrosione causata dal minor utilizzo dell’impianto frenante.

Va segnalato anche che la revisione attesta l’idoneità alla circolazione, ma non fornisce informazioni sullo stato di salute della batteria, sul suo degrado o sulle prestazioni di ricarica. Un accesso più agevole a informazioni affidabili sullo stato della batteria resta fondamentale per infondere fiducia negli acquirenti. Nell’acquisto di un’auto elettrica usata occorre dunque valutarne la storia, le condizioni generali, gli pneumatici e lo stato della batteria, proprio come si farebbe con motore, cambio e manutenzione di un veicolo con motore a combustione interna. Quello che può essere messo in discussione è l’idea che un chilometraggio elevato significhi automaticamente che un’auto elettrica sia usurata.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.

Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Articoli correlati