
Classi con tanti alunni stranieri, e altre che si svuotano e vengono cancellate. È il paradosso su cui pone l’attenzione...

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Classi con tanti alunni stranieri, e altre che si svuotano e vengono cancellate. È il paradosso su cui pone l’attenzione Matteo Petrucci, capogruppo del Pd. "Se la premier Giorgia Meloni e il governo hanno intenzione di occuparsi di problemi veri del mondo della scuola, suggerisco loro un’altra questione, ben più impattante: quella della soglia minima per formare le classi prime della scuola elementari". Come accaduto a San Salvatore, dove non c’è più una prima elementare i genitori sono stati costretti a portare i figli altrove.
Meloni ha annunciato la stretta sulle classi con molti alunni stranieri. Le classi in deroga perché con presenza di alunni stranieri superiore al 30%, come è previsto alla circolare del ministero del 2010, è in costante aumento anche nel Riminese. Nell’anno scolastico 2018-’19, le classi per le quali i dirigenti scolastici avevano chiesto una deroga all’ufficio scolastico arrivava a 93. Tre anni più tardi le classi in deroga erano salite a 102. La situazione nella provincia riminese è sempre rimasta molto al di sotto alla media regionale, ma l’aumento c’è stato anche qui. In un solo anno (nel 2022-’23) si è passati da 102 a 162, un numero rimasto pressoché stabile con una sola classe in più l’anno successivo. Infine nel 2024-’25 c’è stata una piccolo flessione, con le classi in deroga scese a 159. Questi i numeri, a fronte di un costante calo complessivo di classi nella nostra provincia. Nel 2019 erano 1921: nel 2025 se ne contavano 1877.
È su questo punto che interviene Petrucci. Le minori classi sono dovute all’inverno demografico e al limite posto dal ministero che prevede un numero minimo di 15 alunni per formare una classe. "Un parametro troppo rigido, applicato in modo lineare – attacca Petrucci – e figlio di un’epoca in cui chiaramente i tassi di natalità erano superiori a quelli odierni, che sempre più spesso determina purtroppo la mancata formazione di una classe". E sono tagli che "avvengono anche in territori dove abbiamo comunità scolastiche che ne avrebbero un forte bisogno, con il rischio di accorpamenti, di spostamenti degli alunni e del progressivo impoverimento dell’offerta educativa nelle zone con una minore presenza di bambini". Per il consigliere "è il momento di affrontare prima di tutto il tema della dimensione delle classi e della presenza capillare dei servizi scolastici".
A contestare il nuovo decreto annunciato della premier sugli stranieri in classe è anche la segretaria del Pd di Santarcangelo Paola Donini: "A Santarcangelo abbiamo un pensiero talmente opposto a quello della Meloni che già due anni fa, nel 2024, il consiglio comunale ha approvato la modifica all’articolo 2 dello statuto comunale per includere finalmente lo ius scholae, grazie alla mozione del Pd presentata nel 2022".
Andrea Oliva
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