okayduckyachtclub.xyz

Lecce, litigio tra imprenditore e rider per il parcheggio di un suv: distrutta la bici del lavoratore. Poli: la ricomprerò io


Lecce, litigio tra imprenditore e rider per il parcheggio di un suv: distrutta la bici del lavoratore. Poli: la ricomprerò io

2 Minuti di Lettura

venerdì 28 agosto 2026, 09:48 - Ultimo aggiornamento: 17:52

Un acceso diverbio legato alla sosta è sfociato in un grave episodio nel cuore di Lecce, proprio nel corso dei festeggiamenti per i Santi Patroni Oronzo, Giusto e Fortunato. Un rider di origini pakistane, residente in provincia, ha visto andare distrutta la propria bicicletta, fondamentale per lo svolgimento delle sue consegne quotidiane, travolta dall'automobile di un noto imprenditore della ristorazione locale.

La vicenda si è consumata intorno alle 23, quando il lavoratore ha accostato il mezzo a due ruote nei pressi del dehors di una pizzeria per entrare nel locale. La bicicletta è stata lasciata in corrispondenza del passo carrabile adiacente e l'imprenditore, sopraggiunto alla guida del suo SUV per accedere al parcheggio privato, l'ha investita violentemente,compromettendo il suo immediato utilizzo. L'episodio è avvenuto sotto gli occhi di numerosi passanti che affollavano le vie del centro; diversi presenti sono intervenuti fotografando la targa del veicolo e offrendo la propria testimonianza. 

La sindaca di Lecce

Il fatto ha destato sdegno in città, tanto che la sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone, ha fatto sapere che ne comprerà una nuova a sue spese. «Credo che in questo momento sia importante dare un segnale concreto - spiega la sindaca - a chi lavora, a chi rispetta le regole e, più in generale, a una comunità nella quale i problemi possono e devono essere affrontati senza ricorrere alla forza».

Nell'esprimere «ferma condanna per quanto accaduto e, allo stesso tempo, vicinanza al giovane rider, che quella bicicletta utilizzava per lavorare, peraltro venendo da un paese della provincia», Poli Bortone ribadisce che «nessun disagio può giustificare la violenza. Una città civile si riconosce anche dal modo in cui si affrontano i problemi». «Comprendo - continua la sindaca - che una sosta impropria possa creare un disagio, soprattutto quando impedisce l'accesso a un'attività o a una proprietà. Ma qualsivoglia ragione, per quanto legittima, deve essere fatta valere attraverso gli strumenti previsti e nel rispetto delle persone e dei beni altrui. La forza, l'intemperanza, la prepotenza non sono mai la risposta. Ci sono modi e autorità alle quali rivolgersi per contestare una sosta irregolare o far valere i propri diritti. Non è invece accettabile reagire danneggiando deliberatamente il mezzo di un lavoratore».

Un gesto definito «arrogante» da Valentina Pascali, segretaria regionale Felsa Cisl Puglia, «l'affermazione - dice - dell'inaccettabile logica di chi crede che i propri diritti valgano sempre più di quelli degli altri».

© RIPRODUZIONE RISERVATA