
Gli uomini in divisa nel centro di Lecco

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Lecco – I soldati e le autoblindo a Lecco. Presidieranno soprattutto la stazione ferroviaria e le aree limitrofe, come in Centrale a Milano. Il prefetto di Lecco Paolo Ponta ha detto “sì” all’operazione Strade sicure nella città dei Promessi sposi.
È un primo passo verso l’invio di militari dell’Esercito. “È stata registrata una convergenza di valutazioni circa l’utilità che potrebbe derivare dalla presenza di personale militare a supporto dei servizi di vigilanza nelle aree maggiormente frequentate della città, con particolare riguardo alla stazione ferroviaria, con l’obiettivo di accrescere ulteriormente la presenza dello Stato e la percezione di sicurezza da parte dei cittadini”, spiega in una nota al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolta l’altro giorno a Palazzo di governo.
È stato anche deciso di prolungare almeno fino al termine delle festività natalizie la zona rossa, l’area a vigilanza rafforzata dei punti più a rischio istituita dopo l’accoltellamento a morte di un 19enne nel centro storico.
Studenti, pendolari, turisti, cittadini e clienti dei centri commerciali possono continuare a frequentare Lecco con più serenità. Nonostante risse, aggressioni e guerriglie urbane tra bande non siano cessate del tutto, con la zona rossa la situazione risulta infatti migliorata, grazie al controllo di oltre 6.300 persone e all’allontanamento preventivo di 32 individui potenzialmente pericolosi.
Il sindaco di Lecco Filippo Boscagli esprime “soddisfazione”, perché “le richieste della comunità lecchese hanno avuto pieno riscontro”. Già più di un anno fa, quando sedeva ancora sui banchi di opposizione prima di essere eletto primo cittadino, Filippo Boscagli aveva chiesto l’adesione all’operazione Strade sicure per ottenere l’arrivo dei soldati a Lecco. Verranno poi installate nuove telecamere e ulteriormente implementati i sistemi di videosorveglianza comunale. Altri occhi elettronici saranno installati pure a Calolziocorte, Lierna, Oggiono e Santa Maria Hoè.
Soldati, blindati e “Grande fratello” tuttavia non bastano da soli per tenere lontani criminali e ladri. Dalla Prefettura sottolineano “l’importanza di adottare misure di prevenzione passiva, quali ad esempio, sistemi di allarme, adeguata illuminazione e strumenti di videosorveglianza, misure che possono rappresentare un prezioso supporto all’azione di controllo e tutela del territorio”. Della serie: “Chi fa da sé, fa per tre”.
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