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Legalità e infiltrazioni mafiose, l'allarme dal palco di Villa Filippina: "Avvertiamo un fastidioso senso di solitudine"


Redazione

Redazione 11 settembre 2026 18:53

Non basta che le cooperative facciano la propria parte. Per contrastare le infiltrazioni mafiose e difendere il lavoro dalla criminalità organizzata serve una responsabilità condivisa, che coinvolga istituzioni e sistema economico. È il messaggio emerso dalla seconda giornata di “Madrèa-La cooperazione in festa”, organizzata da Legacoop Sicilia a Villa Filippina, in piazza San Francesco di Paola, dove il confronto si è concentrato su legalità, corruzione e tutela delle imprese.

A mettere in evidenza il senso di isolamento che rischia di accompagnare chi continua a impegnarsi su questo fronte è l’avvocato cassazionista Nino Caleca. "Oggi la Lega delle Cooperative avverte un fastidioso senso di solitudine", ha detto, sottolineando anche la progressiva assenza di commercianti, imprenditori e associazioni dai processi per mafia. "Non è possibile che nei processi di mafia non ci siano più i commercianti, gli imprenditori, la parte civile", ha aggiunto.

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Per Caleca, dunque, occorre riportare il contrasto alla criminalità organizzata al centro del dibattito pubblico, ma anche rafforzare gli strumenti interni alle imprese. Codici etici, autodichiarazioni, modelli di gestione e controlli devono diventare, secondo l’avvocato, veri e propri "anticorpi" capaci di prevenire le infiltrazioni e rendere concreta la scelta della legalità.

Sul rischio di un abbassamento dell'attenzione si è soffermato anche Dino Petralia, già procuratore generale di Reggio Calabria e procuratore aggiunto a Palermo: "Il cooperativismo attraversa da più di un secolo la storia economica del Paese e va sostenuto, promosso, direi coccolato", ha affermato, osservando però di aver visto "da magistrato" scemare nel tempo questo sostegno. Da qui la necessità, ha sottolineato, di "aumentare i controlli, l’attenzione, l’amore per la cooperazione", anche per evitare che si allarghino gli spazi per le infiltrazioni criminali.

Madrèa, la seconda giornata a Villa Filippina

Il presidente nazionale di Legacoop Simone Gamberini ha indicato nella legalità una delle condizioni indispensabili per lo sviluppo economico. "Non c’è sviluppo senza legalità", ha detto, chiedendo un "patto con le istituzioni, con il resto del sistema economico" per costruire un contesto nel quale le imprese possano operare senza essere lasciate sole. Tra gli strumenti messi in campo da Legacoop ci sono anche il riuso dei beni confiscati alla mafia e i codici di autoregolamentazione.

Un impegno richiamato anche dal presidente di Legacoop Sicilia, Filippo Parrino, che ha ricordato come il tema della giornata riguardasse "legalità, giustizia, tutela da infiltrazioni mafiose" e il ruolo dell'organizzazione nella gestione dei beni confiscati. Un patrimonio che, attraverso le cooperative, può tornare alla collettività trasformandosi in lavoro, servizi e nuove opportunità per i territori.

Il confronto, moderato da Giovanni Bianconi, editorialista e inviato de Il Corriere della Sera, ha quindi messo in relazione la qualità dello sviluppo con la capacità di istituzioni, imprese e società civile di condividere strumenti e responsabilità. Un rapporto che, secondo i protagonisti dell'incontro, non può essere affidato soltanto all'iniziativa delle singole cooperative.

Il programma completo dell'evento

Altre due giornate di incontri a Villa Filippina

Madrèa prosegue domani, sabato 12 settembre, con “Cooperare per lavorare. Il Manifesto del lavoro cooperativo in Sicilia”: un confronto sulle condizioni necessarie per creare occupazione e offrire un futuro a chi rischia di lasciare l’Isola. Introduce Carmelo Greco, modera Nadia La Malfa. Intervengono Paolo Amenta, Alessandro Bellavista, Chiara Gribaudo, Alfio Mannino, Michele Schirru, Carmelo Traina e Antonio Zampiga; conclude Simone Gamberini.

Dalle 10 alle 20, Villa Filippina ospiterà anche Agorà, la Città della cooperazione, con prodotti delle cooperative agroalimentari, artigianato sociale e laboratori per bambini. Alle 17.30, Antonio Vassallo presenterà Negli occhi di Giovanni. Storia di un ragazzo di Capaci, scritto con Fabrizio Silei. La sera, il recital con Francesco Buzzurro, Giuseppe Milici e Daria Biancardi.

Domenica 13 settembre lo sguardo si sposterà sulle città con “Abitare il futuro: adattamento climatico, rigenerazione e nuovi spazi urbani”. Dopo l’introduzione di Masino Lombardo, il programma prevede gli interventi di Giovanna Barni, Maurizio Carta, Giampiero Cannella, Mario Cucinella, in collegamento da remoto, Francesca Durighel, Alberto Firenze, Marco Ingrassia e Michele Sodano. A chiudere la manifestazione sarà Ezio Mauro con “Addio alla Corona”, il reading teatrale dedicato al referendum del 1946, al crollo della dinastia sabauda e alle divisioni dell’Italia uscita dalla guerra.