okayduckyachtclub.xyz

Legge elettorale, cosa è successo? Sì del Senato tra le proteste: dalle preferenze al premio di governabilità, ecco cosa cambia


Via libera dal Senato alla riforma della legge elettorale con 113 voti a favore, 71 contrari e 2 astenuti. Il testo, arrivato dalla Camera, è stato modificato da Palazzo Madama e torna, dunque, in terza lettura a Montecitorio. Tra le modifiche, le preferenze con capolista bloccati e la revisione della norma sulla raccolta delle firme. Protestano le opposizioni che in Aula hanno mostrato cartelli gialli e rossi con la scritta “No alla legge truffa”. «L'unico obiettivo della destra è di evitare la sconfitta», accusa il Pd. Il capogruppo del M5s, Luca Pirondini, ha mostrato un fac-simile di una scheda elettorale con la scritta “Fratelli di casta”. AncheMatteo Renzi punta l'indice contro la destra di voler cambiare la legge «non per la stabilità, per la paura di perdere le elezioni».

Cosa succede ora?

La legge elettorale torna quindi alla Camera, calendarizzata in aula il 28 settembre, dove verrà esaminata nelle parti modificate al Senato. La novità più corposa è certo quella legata alle preferenze, anche perché è l'argomento che più aveva suscitato polemiche politiche già alla Camera, dove il governo era 'andato sotto'. Con le correzioni del Senato le liste non sono più bloccate, ma composte da un capolista bloccato e da un elenco di sei candidati tra i quali gli elettori potranno scegliere fino a tre preferenze. Non c'è alternanza di genere per i capilista ma tutti i candidati, compreso il capolista, rispondono a una alternanza di genere. Un sistema che, però, non offre certezze sulle quote, visto che l'elezione avviene in ordine di preferenze. Nel complesso, comunque, ogni lista non può avere uno dei due generi presente oltre il 60%.

Le novità delle legge

La nuova legge elettorale introduce un premio di governabilità per assicurare maggioranze stabili in Parlamento. Il bonus - pari a 70 deputati e 35 senatori extra - scatta solo se una coalizione raggiunge almeno il 42% dei voti validi sia alla Camera sia al Senato. Se nessuna forza politica taglia questo traguardo, l'assegnazione dei seggi segue un sistema proporzionale puro. Per l'assegnazione del premio, liste e coalizioni devono presentare un apposito "listone" bloccato a livello circoscrizionale.

Molte polemiche ha suscitato l'altra novità introdotta al Senato, quella sulla raccolta delle firme. È infatti sparita la norma anti cespugli votata alla Camera e adesso per l'assegnazione del premio di maggioranza vengono conteggiati anche i voti delle liste sotto soglia, anche quelle con lo zero virgola. La stessa norma ha però elevato la soglia delle firme necessarie per presentare una lista, almeno 6mila firme in ogni collegio, circa 450mila totali. Previste, però, esenzioni per i partiti che hanno un gruppo parlamentare in almeno un ramo del Parlamento dal 31 dicembre 2025 (Azione, Avs e Noi Moderati). Per chi ha invece un gruppo o una componente in almeno una delle Camere al momento della convocazione dei comizi (Più Europa e Fn), resta l'obbligo di raccogliere almeno 1.500 firme per collegio. Piccola novità anche per il voto ai fuori sede, estesa dal Senato anche ai caregiver familiari e ai genitori o familiari conviventi di un minore che sia in cura lontano dalla sua residenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA