
Le infermiere del pronto soccorso di Mirandola con la lettera ritrovata

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Mirandola (Modena), 1 agosto 2026 – Una lettera, tutta ingiallita, datata 1942 conservata in una busta di plastica, ritrovata quasi casualmente ieri mattina su una scrivania dei locali del pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola. “La mia felicità sarà più completa quando tu farai ritorno…” è scritto in un passaggio del testo vergato a mano su questo foglio spedito 84 anni fa da una certa Riccarda al suo amato Giuseppe che in quei giorni, quando fu scritta, probabilmente stava prestando servizio militare non si sa dove o, forse, si trovava in stato di detenzione. Accredita questa ipotesi un timbro sulla busta “Verificata …”, che lascia intendere sia stata sottoposta a qualche controllo militare o della polizia.
La sua scoperta è stata fatta da un’infermiera mentre riordinava e passava i fogli e le carte impilati alla rinfusa sulla scrivania. Tanta la sorpresa e la curiosità che ha alimentato questo ritrovamento che rimanda ai giorni, in cui il Paese era funestato dalla guerra e tanti giovani, inopinatamente, vennero chiamati a servirlo e vennero strappati alle loro famiglie ed agli affetti delle persone più amate. Del dolore per questo distacco reso più intenso dalla lontananza, ma anche capace di rendere più saldi i legami sentimentali, se ne respira la poesia leggendo le righe che ha scritto la giovane Riccarda al suo fidanzato.
“E’ certamente una lettera d’amore – fanno sapere dal distretto Ausl di Mirandola -. Ma è impossibile risalire al proprietario o a chi ne ha voluto conservare la memoria, in quanto siamo di fronte a due persone, quelle citate, verosimilmente molto anziane”. Svariate le congetture che si possono fare su come sia stata smarrita. L’ipotesi che si fa avanti tra gli operatori del Pronto Soccorso è che possa essere stata abbandonata inavvertitamente o persa nei locali da qualche paziente e che, durante le pulizie, qualcuna delle addette l’abbia raccolta e appoggiata sulla scrivania. Difficile, infatti, pensare che un paziente di passaggio possa essersi recato di proposito nel locale dove è stata rinvenuta la lettera. In attesa che qualcuno si faccia avanti per reclamarne la restituzione – dopotutto si tratta di un documento che ha importante valore affettivo per chi può averla custodita fino ai nostri giorni – da Ausl fanno sapere: “Noi ci mettiamo a disposizione qualora una persona ne reclami la proprietà. Ci può contattare. E’ custodita in Pronto Soccorso nell’ufficio della coordinatrice infermieristica. Ovviamente la restituiremo”
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