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Lettere anonime al prete per denunciare disagi in parrocchia: «Parliamone di persona»


TRIBANO (PADOVA) - «Provo a scrivere alcune righe che mi risultano molto difficili, perché mi trovo tremendamente a disagio e vorrei cercare di non ferire e di non colpevolizzare nessuno. Nelle scorse settimane ho ricevuto due lettere anonime, che mi chiedono di fare delle cose, per risolvere dei disagi che, secondo la lettera, diversi parrocchiani - anche questi non firmati e non quantificati - stanno vivendo a causa della parrocchia».

La situazione

Sono le parole del parroco di Tribano, Olmo e San Luca, don Andrea Tieto, che, attraverso i social, ha dato la notizia di aver ricevuto due lettere anonime. Pare si tratti di cose abbastanza banali, interne alle dinamiche delle parrocchie, che forse potevano essere risolte altrimenti. Ed infatti il parroco aggiunge: «Vi manifesto il mio disagio, di fronte a qualsiasi lettera anonima, perché questo impedisce il dialogo e il confronto e si risolve in una comunicazione in un unico senso, in cui io semplicemente dovrei fare ciò che mi si dice di fare e allora sarei un parroco buono e comprensivo, sennò sarei altrimenti l'opposto. Senza possibilità di dialogo e di parlarsi non ci si potrà mai capire e poi ha senso ricevere degli ordini, che sulla carta vengono detti di essere posti in modo gentile e rispettoso, ma che a mio sentire non lo sono affatto?».
Don Tieto conferma di non voler rivelare la questione sottostante all'invio delle missive senza firma: «Rispetto ciò che mi viene chiesto, di non parlare pubblicamente del contenuto della richiesta, per dare concretezza alla mia personale disponibilità a cercare di capirsi. Chiedo anche a chi legge di non andare con la fantasia a cose strane, perché le questioni sono molto concrete, anche se di difficile soluzione». Sulla scelta di dare notizia delle lettere anonime è però chiaro: «L'ultima termina con: "Non ne faccia propaganda, ma ne prenda atto". Non voglio affatto fare propaganda, ma il fatto di "prenderne atto" esprime la presunzione da parte di chi scrive di essere dall'unica parte della verità».