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Limite abbassato da 110 a 75 km/h davanti all'autovelox (sulla Ss76 tra l’Interporto e Monsano verso Fabriano). L'ira degli automobilisti


JESI Ha suscitato proteste e perplessità tra gli automobilisti il limite di velocità di 70 chilometri orari introdotto sulla superstrada, proprio in prossimità dell’autovelox fisso collocato tra l’ingresso dell’Interporto delle Marche e l’uscita di Monsano, lungo la carreggiata in direzione Roma. Numerose le segnalazioni da parte di utenti che percorrono quotidianamente la Ss76 e sono convinti che la limitazione possa servire soprattutto ad aumentare il numero delle sanzioni. A destare preoccupazione è il repentino passaggio dai 110 ai 70 chilometri orari, con il ritorno al limite ordinario solo dopo la postazione di controllo.

Le ipotesi

Tra gli automobilisti circola inoltre l’ipotesi - al momento non confermata - che un altro dispositivo per il rilevamento elettronico della velocità possa essere installato anche sulla carreggiata opposta della superstrada. Una possibilità che ha alimentato ulteriormente il malumore della gente. Il limite previsto dall’ordinanza Anas numero 257 del 2026 non risulta tuttavia collegato all’impianto autovelox. Il provvedimento, in vigore dall’8 maggio 2026, è stato infatti adottato «a causa del piano viabile fortemente ammalorato». Sarebbe questa la motivazione, a detta di Anas, per cui si è reso «necessario ridurre l’attuale limite di 110 km/h a 70 km/h, in tratti saltuari tra i km 36+300 e 73+500 in carreggiata destra (direzione Ancona) e tra i km 36+400 e 64+350 in carreggiata sinistra (direzione Fabriano)».

L’ordinanza comprende quindi anche altri segmenti dell’arteria e rappresenta una misura precauzionale più ampia, adottata per garantire la sicurezza della circolazione in relazione allo stato della pavimentazione stradale. Il tratto nelle vicinanze dell’Interporto e allo stabilimento Amazon è percorso quotidianamente da migliaia veicoli e mezzi pesanti, il cui frequente passaggio certamente ha inciso sulle condizioni del manto stradale.

Tale modifica si è resa necessaria- almeno così spiega Anas - solo per una questione di sicurezza, e come specificato nell’ordinanza «si protrarrà per un tempo indeterminato». Resta da capire quanto. E soprattutto, perché non si provveda subito ad effettuare i lavori per la sistemazione del fondo stradale, se non altro per fugare le perplessità (eufemismo) degli automobilisti che rischiano di incappare in multe salate.