Cassina de’ Pecchi (Milano) – La protesta centra l’obiettivo. La linea Blu dello scuolabus di Cassina per i ragazzi delle medie non sarà soppressa: il servizio continuerà anche nel prossimo anno scolastico con un lieve aumento della quota a carico delle famiglie. La decisione è arrivata dopo settimane di polemiche, una raccolta firme, il flashmob dei genitori davanti al Municipio (nella foto) e un faccia a faccia con la sindaca Elisa Balconi il giorno dopo l’iniziativa.
A dare l’annuncio è stata la lista ViviAmo, con un post sui social pubblicato al termine dell’incontro con le famiglie. «Dopo aver fatto le nostre valutazioni e al termine di un confronto costruttivo abbiamo confermato la prestazione». Il servizio resterà attivo, ma con un piccolo rincaro dovuto all’aumento dei costi di gestione. La maggioranza rivendica «il percorso seguito», ricordando che «la decisione non era ancora definitiva e che richiedeva verifiche sul bilancio comunale, visto che il costo del trasporto è coperto per circa un quarto dall’utenza e per i restanti tre quarti dal Comune».
Non manca però l’affondo politico: secondo ViviAmo Cassina, «qualcuno ha approfittato della vicenda per sobillare mamme e papà e sfruttare una scelta ancora in gestazione». La vicenda aveva infiammato il dibattito nelle ultime settimane. La mancata apertura delle iscrizioni alla linea Blu aveva fatto temere la cancellazione del collegamento tra la scuola media di via Sirio e il quartiere a nord della metropolitana. I genitori avevano reagito con una petizione, sostenuta dall’esponente di opposizione Andrea Maggio, e poi con un presidio davanti al municipio per chiedere un confronto diretto con l’Amministrazione. Proprio il giorno successivo al flashmob era arrivata la convocazione della prima cittadina. Dal tavolo è uscita la soluzione attesa dalle famiglie: la linea resterà. Ma la partita politica è tutt’altro che chiusa. Se la Giunta rivendica «di aver agito con responsabilità e nei tempi opportuni», i promotori della mobilitazione di piazza e i comitati dei genitori cantano vittoria, convinti che «senza la pressione esercitata nelle ultime settimane e il flashmob sotto il Comune, il dietrofront della Giunta non sarebbe mai arrivato e il rione sarebbe rimasto a piedi».