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Ritardi sui tesserini venatori in Lombardia, Macconi apre lo scontro in Regione


Il consigliere d'opposizione critica la gestione dei tempi per la nuova stagione e chiede chiarezza all'assessore Beduschi

caccia

Un nuovo capitolo di confronto politico si apre in Regione Lombardia a pochi giorni dall’avvio della stagione venatoria. Al centro della discussione c’è il tema della consegna dei tesserini per i cacciatori lombardi, che ha fatto registrare alcuni ritardi organizzativi rispetto alla tabella di marcia prevista.

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale di Futuro Nazionale, Pietro Macconi, che ha espresso forte perplessità riguardo alla gestione dei tempi e alle spiegazioni fornite dall’amministrazione regionale e dall’assessore all’Agricoltura, Alessandro Beduschi.

«A fine agosto non esistono ritardi imprevisti: esistono responsabilità precise», ha dichiarato il consigliere Macconi in una nota ufficiale. «Arrivare alla vigilia dell’apertura della stagione venatoria senza aver garantito la consegna dei tesserini è un fatto gravissimo. Definirlo semplicemente un ‘ritardo imprevisto’ non è una giustificazione, ma rischia di diventare un modo per scaricare sui cacciatori lombardi le conseguenze di un evidente fallimento organizzativo».

Secondo il rappresentante dell’opposizione, la responsabilità del monitoraggio sulle forniture resta in capo alla struttura regionale, al di là dei possibili disguidi imputabili alle aziende esterne incaricate della stampa o della distribuzione dei documenti.

«Il fornitore potrà certamente avere le proprie responsabilità, ma il controllo sul rispetto degli impegni affidati compete a chi governa e amministra», ha proseguito Macconi. «L’assessore e il suo staff avevano il dovere di vigilare, intervenire tempestivamente e garantire che tutto fosse pronto per tempo. Invece, ancora una volta, sono i cacciatori a dover pagare il prezzo dell’inefficienza amministrativa».

Nel suo intervento, Macconi ha ricordato come la categoria sia soggetta a precisi adempimenti economici e normativi durante tutto l’anno, motivo per cui richiede la stessa puntualità da parte delle istituzioni.

«I cacciatori lombardi pagano tasse, concessioni e contributi e sono tenuti a rispettare scrupolosamente regole e scadenze. Non possono essere trattati come se stessero chiedendo un favore. Non chiedono un favore: chiedono semplicemente ciò che spetta loro e che l’amministrazione ha il dovere di garantire».

Per ovviare al problema nell’immediato, si è parlato dell’introduzione di un documento sostitutivo temporaneo. Tuttavia, questa misura non sembra soddisfare appieno le richieste di chiarimento avanzate dall’opposizione.

«Il tesserino provvisorio può rappresentare una soluzione per tamponare l’emergenza, ma non cancella il problema e soprattutto non cancella le responsabilità di chi avrebbe dovuto prevenirlo. La domanda è molto semplice: chi doveva controllare? E perché non lo ha fatto? A queste domande l’assessore Beduschi deve rispondere, senza alibi e senza scaricare responsabilità».

In conclusione della sua nota, il consigliere ha ribadito la necessità di una migliore programmazione per evitare che situazioni simili si ripetano in futuro.

«Quando si arriva a pochi giorni dall’apertura senza aver garantito uno strumento essenziale per l’esercizio dell’attività venatoria, non siamo davanti a una fatalità, ma a una grave carenza di programmazione, controllo e competenza amministrativa. I cacciatori lombardi meritano rispetto. E questa volta, più che scuse, meritano risposte e l’assunzione delle relative responsabilità», conclude Macconi.

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