«Non vedo l'ora di tornare a scuola, di rivedere i miei compagni e riprendermi un po' della mia normalità. Ma so che lì Sofia non ci sarà, e questa sarà la cosa più dura». Lorenzo Riva ha 15 anni e il prossimo 2 settembre varcherà di nuovo la porta della Scuola internazionale di Como dopo dicembre 2025. L'ultima volta che si era seduto tra i banchi della sua aula, accanto a lui c'era anche Sofia Prosperi, 15 anni, l'amica di sempre, ed Edoardo. Pochi giorni dopo erano tutti e tre a Crans-Montana per passare le vacanze invernali. Lorenzo ed Edoardo sono sopravvissuti al rogo del Constellation, Sofia invece è una delle sei vittime italiane. Dopo quella tragica notte per Lorenzo sono seguiti 120 giorni di ricovero all'ospedale Niguarda di Milano e un recupero che non è ancora finito.
Il 2 settembre sarà il suo primo giorno di scuola da dicembre. Cosa prova?
«Sono emozionato, mi manca quella quotidianità che avevo prima. Dopo tutti questi mesi poter tornare in classe per me significa riprendere in mano la mia vita».
Ma in quella scuola mancherà Sofia.
«Sì, e sarà sicuramente la cosa più difficile. Eravamo in classe insieme, ci conoscevamo da quando avevamo sette anni. Ma Sofia per me non era soltanto una compagna di scuola, era una delle persone più importanti della mia vita, la mia migliore amica. Si sentirà la sua mancanza. Lei era un uragano di vita, con la sua energia contagiava tutti».
E come si sta preparando a questo ritorno?
«Sto studiando molto. In queste settimane faccio matematica tre volte alla settimana perché volevo arrivare preparato e non trovarmi troppo indietro rispetto agli altri. Mi serve anche per riprendere la concentrazione e il ritmo che avevo prima. A me studiare piace e matematica in particolare è sempre stata una delle mie passioni».
Anche perché ha già deciso cosa vorrebbe fare da grande.
«Sì, vorrei studiare ingegneria aerospaziale. È un sogno che avevo già prima e non è cambiato. Anzi, forse adesso penso ancora di più al futuro. Quello che è accaduto a Crans non voglio che mi tolga i progetti che avevo».
Sarà però un ritorno a scuola diverso da quello dei suoi compagni.
«Sì, devo ancora stare molto attento. Dovrò indossare la mascherina e porterò sempre con me il concentratore di ossigeno, nel caso ne abbia bisogno. I miei polmoni non sono ancora tornati come prima e devo evitare soprattutto di ammalarmi. Dovrò stare attento».
Prima di questo ritorno a scuola ce n'è stato un altro. Ad agosto è tornato a Crans-Montana.
«Siamo stati lì una decina di giorni, dal 4 al 15 agosto, con il solito gruppo. È stato pesante, però sentivo che dovevo farlo».
È tornato anche davanti al Constellation?
«Sì. Avevo bisogno di rivedere quel posto con i miei occhi. Ho portato anche Sofia con me».
Eppure a Natale e a Capodanno non vuole tornarci.
«No, non me la sento di essere lì per l'anniversario. Anche altri ragazzi del gruppo hanno deciso lo stesso».
Il nome dei Moretti è tornato in questi giorni per una vicenda che non riguarda l'incendio.
«Non mi interessa parlare dei Moretti. In questo momento sono concentrato sul mio recupero, sulla scuola e sul tornare alla mia vita».
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