MESTRE - Alla soglia degli 80 anni, dopo una vita passata a vendere scarpe a migliaia di persone, l’imprenditore Luciano Lando il 7 agosto chiuderà il suo negozio che sta al civico 17 di via Olivi dal lontano 1964, quando fu costruito quel condominio che è diventato la sua seconda casa. Non è un addio, perché, seppure solo per qualche ora al giorno, continuerà a lavorare nell’altro punto vendita che ha poco distante, al numero 5, “Lando comfort”. Intanto un altro esercizio storico abbassa le serrande. Veneziano, originario di Castello, il signor Lando è figlio d’arte, perché suo padre aveva avviato l’attività in centro storico prima del salto in terraferma, nella Mestre del boom economico e urbanistico.
«Da allora è cambiato tutto» racconta Luciano «Gli anni 70 e 80, ma anche 90, sono stati il periodo d’oro. La città era viva, c’era tanta gente, molti giovani che mettevano su famiglia. La capacità di spesa era mediamente alta. Per Natale e durante i saldi si formavano le code, dovevamo far entrare i clienti a turno, sorvegliando alla porta».
Al suo fianco, da sempre, c’è la commessa Maria Cristina Zuccarato che va in pensione. Le altre due, Arianna Bertocco ed Erica Cimitan, continueranno dall’altra parte. «Ora il commercio vive un’altra epoca – prosegue Lando –. Sono arrivati la concorrenza dei centri commerciali nella prima cintura urbana, poi gli acquisti on line. Un tempo qui nel circondario c’erano tanti negozi di calzature ma c’era lavoro per tutti. Oggi se non fossi proprietario dei locali, con gli stipendi da pagare, non potrei resistere».
Nel frattempo anche la città si è trasformata. È nata Piazza Ferretto e la pedonalizzazione è stata estesa anche a via Mestrina e via Ca’ Savorgnan. Invece in via Olivi è arrivato il tram, con la corsia preferenziale: «Non è stato un bene per noi. Dapprima i lavori sono durati molto e hanno portato grossi disagi. Poi chiudere alla circolazione ha frenato il movimento e pesato sugli affari. Ora sulla strada si stanno affacciando sempre più negozi etnici gestiti da stranieri, il cambiamento è evidente. Un tempo questa era tra le vie più belle di Mestre: venivano qui da ogni parte per vedere le luminarie di Natale che adesso non si possono più mettere perché c’è ci sono i cavi della linea elettrica di alimentazione».
Negli anni i clienti affezionati sono andati diminuendo. I figli Gianluca e Andrea hanno deciso di non seguire le orme del padre, ma di fare i rappresentanti seppure nello stesso settore. «Mi spiace, ma è giusto che abbiano seguito la loro strada», sottolinea Lando che ora potrà godersi la pensione: «Lasciare questo negozio dopo 62 anni è una scelta un po’ faticosa, ma mi sento un po’ privilegiato ad aver potuto attraversare questa lunghissima stagione. Ho visto cambiare le mode, i gusti, le preferenze. Coi clienti il rapporto è sempre stato buono».
L’auspicio dell’imprenditore è che Mestre possa trovare occasioni di rilancio: «Pedonalizzare non basta, occorre investire sulla riqualificazione, l’arredo urbano, far sì che la gente abbia il piacere di passeggiare e fermarsi a guardare le vetrine. Solo se la città vive, il commercio può funzionare. Purtroppo in centro c’è il grande problema degli affitti spesso troppo alti. Speriamo che anche la nuova amministrazione comunale possa trovare le giuste strategie per sostenere le attività che già ci sono o che vorranno arrivare».