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Lupin e i memorabilia da Guinness, l’orgoglio del collezionista Dario Calabria: “Seimila pezzi, ma non faccio pazzie”


Milano, 2 agosto 2026 – Dario Calabria è il collezionista con più memorabilia certificate dedicate a Lupin III al di fuori dal Giappone. I suoi pezzi? Quasi 6.000, tutti perfettamente catalogati. Illustratore per professione ma con una grande passione per il ladro gentiluomo più astuto al mondo, il 50enne Dario Calabria è entrato anche nel prestigioso Guinness dei primati grazie alla sua meravigliosa e infinita collezione.

Dario, quando ha iniziato a collezionare materiale su Lupin III?

“Ho iniziato quando andavo a Milano alla Disney. Partendo da Savona, passavo per Genova dove c’era una piccola fumetteria ben fornita. Nel 1999 ho acquistato il primo gadget Banpresto di Lupin III. Da lì in poi, non ho più smesso”.

Oggi è arrivato a un numero pazzesco di memorabilia sul ladro gentiluomo…

“Sì, sono vicino ai 6.000 pezzi, anche se, sul certificato del Guinness dei primati, sono 5.148, ma quel conteggio è stato fatto anni fa, nel 2021”.

Colleziona tutto quanto abbia attinenza con l’anime di Monkey Punch?

“Tutto, ma se fatto bene. Sono principalmente legato a merchandising plastico, non mi interessano magliette e vestiti in generale. Il boom c’è stato attorno agli anni 2000 quando sono stati realizzati tanti gadget. Oggi il brand Lupin III, almeno in Giappone, è prettamente femminile, quindi le action figures, ad esempio, si sono ridotte sensibilmente”.

Nella sua collezione quali sono i pezzi più rari e costosi?

“I pezzi di valore sono i Popy del 1978, due doll, con due vestiti diversi e due volti differenti sia in scatola che in blister, la Mercedes SSK e il furgoncino della Citroen entrambi in die-cast. Questi sono i pezzi più ricercati, specialmente le doll devono avere la pistola che è la prima cosa che viene persa. Del Citroen van esistono tre versioni con colori differenti: la versione nera, l’argento come nell’anime e la versione blu. Io ho la versione blu che dicono essere la più rara delle tre. In generale, per quanto riguarda Lupin, parliamo di articoli non di altissimo valore economico essendo come prodotti simili a macchinette a gru. Mi riferisco sempre al plastico ovviamente. Le categorie sono varie, si va dal cibo, alla musica, alle scarpe e così via, ma io lo colleziono per amore del personaggio, non per questioni puramente economiche”.

Non ha mai fatto una pazzia per avere un determinato gadget?

“Follie vere e proprie, almeno dal punto di vista economico, mai. Mi sono sempre dato un tetto massimo di spesa. Ricordo però quanto ho desiderato un Lupin di stoffa da 105 cm. Poiché in perfette condizioni aveva un costo proibitivo, l’ho acquistato di seconda mano per circa 250 euro. Non appena l’ho lavato a mano per pulirlo e renderlo migliore si è rovinato completamente, così l’ho dovuto ricomprare ma, la seconda volta, non l’ho rilavato. Me lo tengo usato così com’è. Ma il mio Santo Graal è e sarà sempre la bustina del Telepatch che Lupin mangia nel primo film di Lupin III “la pietra della saggezza“. Ti ricordi le bustine frizzy pazzy? Ecco una roba del genere, collezionando anche le prop reali della serie e quello essendo il mio film preferito, non potevo non averla. Ci ho messo tanti anni di ricerca per ottenerla”.

Prossimi appuntamenti importanti per la sua collezione?

“In agosto andrò al Lupin III Festival in Giappone, a Hamanaka, città natale di Monkey Punch, il suo creatore. Ricordo la prima volta che ci sono stato. Ero uno dei primi stranieri e mi hanno trattato come un re. Spero di trovarci dei buoni pezzi, anche perché, nel 2027, si festeggeranno i 60 anni della prima serie a fumetti”. In Giappone festeggiano due anniversari, quello del fumetto e quello dell’anime, quest’anno ricorre il 55° anniversario della serie animata.