19 settembre 2026, 13:25 (Aggiornato il 19 settembre 2026, 13:54)
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Il caso Malagò s'infittisce sempre di più. Il presidente della FIGC è finito al centro del ciclone mediatico, ed il rischio di un commissariamento della Federazione diventa un'opzione via via sempre più plausibile. A Roma nei scorsi giorni si è tenuto anche un vertice d'emergenza al quale hanno preso parte anche Giuseppe Marotta, Luca Percassi, Umberto Calcagno - presidente dell'Assocalciatori - e Renzo Ulivieri, numero uno dell'Assoallenatori. Tema centrale della riunione è stato quello di un potenziale commissariamento della FIGC, a causa del mancato tesseramento di Malagò al momento della candidatura alla presidenza. Qualora il CONI - guidato da Luciano Bonfiglio - dovesse proseguire nella direzione esplicitata, s'innescherebbe una reazione a catena negativa per tutta la FIGC: il provvedimento non riguarderebbe soltanto il numero uno della Federazione, ma comporterebbe anche la decadenza dell'intero Consiglio federale, a cui appartengono diversi dirigenti presenti al vertice. Per provare a disinnescare la crisi ci sarebbe una soluzione, che riguarda la sostituzione di un profilo decisivo nell'ammissione della candidatura di Malagò: il segretario generale della FIGC Marco Brunelli. Quest'ultimo ha portato avanti la candidatura nonostante l'assenza del tesseramento, scatenando una reazione a catena decisamente caotica. Ad ogni modo, il numero uno della FIGC ha commentato la vicenda che lo riguarda in prima persona.
"Oggi io sono sotto attacco, non io perché sono riconosciuto, ma per una procedura elettorale, di cui non solo non sono colpevole ma sono addirittura vittima”. Lo dice il presidente della Figc Giovanni Malagò, parlando dal palco di Fenix. “Adesso c'è il problema del tesseramento, il cartellino, sono l'unico presidente italiano della Figc ad aver vinto un torneo di calcio a 5, per 12 anni sono stato presidente Coni e sono l'unico membro individuale del Cio, il problema sarebbe che dopo le elezioni improvvisamente un signore dice che non ci sia il tesseramento. Giorgia Meloni ripeteva sempre “lasciate decidere quello che vuole la gente”. Io vi dico: è giusto che una persona eletta al 70% e chiamata dagli altri abbia questo tipo di problemi?”, ha aggiunto Malagò.
"Non so se la Nazionale ha perso l'anima, ma oggi le ultime interpretazioni delle gare sono state in contraltare con le aspettative di tutti". Lo ha detto il presidente della Figc, Giovanni Malagò, durante il panel "una generazione senza mondiale" di Fenix a Roma. "Questa è la sfida più complicata, ci sono settemila variabili - ha aggiunto -. Ma non date retta a chi dice che il calcio vada meno di moda, ci sono dei dati su questo. Ma questa situazione ha creato una certa rabbia sul perché non riusciamo ad andare al mondiale". Poi ha concluso: "Da quando ho raccolto la sfida ho fatto scelte coraggiose, alcune non condivise, è vero, ma ho il dovere di fare qualcosa di diverso degli ultimi anni. Bisogna creare dei presupposti affinché tutto vada al meglio, a prescindere da un rigore o no dato, da un palo o no preso".
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Tutte le news di Italia"Se sono pentito dell'appoggio a Buonfiglio per la presidenza Coni? E' stupefacente, tutto e tutti credo siano a dir poco sorpresi da certi comportamenti. Ma nella vita non si finisce mai di imparare". Lo ha detto il presidente della Figc, Giovanni Malagò, a margine di Fenix, tornando sul caso del mancato tesseramento finito il sul tavolo del Coni per la valutazione finale. "Lo capiscono tutti cosa sta succedendo, la questione è esclusivamente di carattere personale e politica", ha aggiunto.
"Capisco anche il ragionamento del presidente Malagò. Sono convinto che nella fattispecie non abbia responsabilità per quello che sta succedendo. Ma non possiamo neanche sottovalutare che le regole che valgono per tutti le ha fatte proprio il Coni, e questo il presidente Malagò lo sa". Lo ha detto il ministro per lo sport e per i giovani, Andrea Abodi, durante il panel "una generazione senza mondiale" di Fenix a Roma, intervenendo sul caso tesseramento. "Noi dobbiamo osservare e mi auguro di non dover intervenire per una questione interna e non voglio che si politicizzi - ha aggiunto -. È opportuno che la decisione venga presa all'interno del sistema sportivo, tenendo conto della buona fede, della non responsabilità di Malagò, che è stato accompagnato nel percorso di candidatura, iniziato prima che venissimo esclusi dal mondiale, quindi c'è stato tempo. Spero che il percorso si svolga con serenità. Non inquiniamolo, ci sono delle regole che vanno rispettate, questo non vale solo per il calcio. La credibilità dello sport passa anche per l'osservanza delle regole che valgono per tutti".
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Tutte le news di ItaliaIl presidente Giovanni Malagò e la Figc si uniscono al cordoglio dei familiari di Sandro Mazzola, uno dei campioni più amati del nostro calcio scomparso nella notte all’età di 83 anni. In sua memoria verrà osservato un minuto di raccoglimento in occasione delle gare di tutte le competizioni in programma nel fine settimana. Bandiere a mezz’asta nella sede della Figc a Roma e al Centro Tecnico Federale di Coverciano. Figlio della leggenda del Torino Valentino Mazzola, morto nella Tragedia di Superga, Sandro Mazzola è stato a sua volta una leggenda dell’Inter, indossando la maglia nerazzurra dal 1961 al 1977 e vincendo quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Una carriera straordinaria che lo ha visto trionfare anche in Nazionale (70 presenze e 22 reti), con cui si è laureato Campione d’Europa nel 1968 partecipando a tre edizioni della Coppa del Mondo e raggiungendo la finale a Messico ‘70, in un Mondiale ricordato anche per la sua celebre ‘staffetta’ con Gianni Rivera. Nel 2014 è entrato a far parte della ‘Hall of Fame del Calcio Italiano’.
“La scomparsa di Sandro Mazzola è un dolore profondo per me e per tutto il calcio italiano. Se ne va una leggenda, una delle figure che hanno contribuito a rendere grande il nostro calcio nel mondo. Sandro è stato una bandiera, un capitano, un campione capace di attraversare un’epoca e di diventare memoria collettiva. Il figlio di Valentino che ha saputo trasformare un cognome immenso in una storia altrettanto grande, costruita con talento, personalità, coraggio e una straordinaria umanità. Mi piace pensare che abbia finalmente ritrovato suo padre e quei campioni con cui ha condiviso una delle pagine più belle del calcio italiano”. Lo dichiara il presidente della Figc, Giovanni Malagò.
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Tutte le news di Italia"Tristezza". Così il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha commentato la morte di Alessandro Mazzola, a margine di un evento alla Festa dei giovani di Fratelli d’Italia. "Un anno in cui nello sport, in Italia, abbiamo perso i grandi protagonisti di quello che sono stati sia nel calcio sia nelle altre discipline, dei grandi, proprio un velo di malinconia – ha detto Malagò –. Adesso è sempre brutto fare classifiche, però sicuramente le dobbiamo mettere nel pantheon di quelli che sono stati i più grandi campioni".
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Tutte le news di ItaliaIl caso Malagò s'infittisce sempre di più. Il presidente della FIGC è finito al centro del ciclone mediatico, ed il rischio di un commissariamento della Federazione diventa un'opzione via via sempre più plausibile. A Roma nei scorsi giorni si è tenuto anche un vertice d'emergenza al quale hanno preso parte anche Giuseppe Marotta, Luca Percassi, Umberto Calcagno - presidente dell'Assocalciatori - e Renzo Ulivieri, numero uno dell'Assoallenatori. Tema centrale della riunione è stato quello di un potenziale commissariamento della FIGC, a causa del mancato tesseramento di Malagò al momento della candidatura alla presidenza. Qualora il CONI - guidato da Luciano Bonfiglio - dovesse proseguire nella direzione esplicitata, s'innescherebbe una reazione a catena negativa per tutta la FIGC: il provvedimento non riguarderebbe soltanto il numero uno della Federazione, ma comporterebbe anche la decadenza dell'intero Consiglio federale, a cui appartengono diversi dirigenti presenti al vertice. Per provare a disinnescare la crisi ci sarebbe una soluzione, che riguarda la sostituzione di un profilo decisivo nell'ammissione della candidatura di Malagò: il segretario generale della FIGC Marco Brunelli. Quest'ultimo ha portato avanti la candidatura nonostante l'assenza del tesseramento, scatenando una reazione a catena decisamente caotica. Ad ogni modo, il numero uno della FIGC ha commentato la vicenda che lo riguarda in prima persona.
"Oggi io sono sotto attacco, non io perché sono riconosciuto, ma per una procedura elettorale, di cui non solo non sono colpevole ma sono addirittura vittima”. Lo dice il presidente della Figc Giovanni Malagò, parlando dal palco di Fenix. “Adesso c'è il problema del tesseramento, il cartellino, sono l'unico presidente italiano della Figc ad aver vinto un torneo di calcio a 5, per 12 anni sono stato presidente Coni e sono l'unico membro individuale del Cio, il problema sarebbe che dopo le elezioni improvvisamente un signore dice che non ci sia il tesseramento. Giorgia Meloni ripeteva sempre “lasciate decidere quello che vuole la gente”. Io vi dico: è giusto che una persona eletta al 70% e chiamata dagli altri abbia questo tipo di problemi?”, ha aggiunto Malagò.
"Non so se la Nazionale ha perso l'anima, ma oggi le ultime interpretazioni delle gare sono state in contraltare con le aspettative di tutti". Lo ha detto il presidente della Figc, Giovanni Malagò, durante il panel "una generazione senza mondiale" di Fenix a Roma. "Questa è la sfida più complicata, ci sono settemila variabili - ha aggiunto -. Ma non date retta a chi dice che il calcio vada meno di moda, ci sono dei dati su questo. Ma questa situazione ha creato una certa rabbia sul perché non riusciamo ad andare al mondiale". Poi ha concluso: "Da quando ho raccolto la sfida ho fatto scelte coraggiose, alcune non condivise, è vero, ma ho il dovere di fare qualcosa di diverso degli ultimi anni. Bisogna creare dei presupposti affinché tutto vada al meglio, a prescindere da un rigore o no dato, da un palo o no preso".
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