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Malattia, Inps: certificato retroattivo anche se visita in ambulatorio


Introduzione

È arrivata un’importante novità per i lavoratori in Italia. L’INPS ha infatti deciso di modificare il sistema che regolamenta la certificazione di malattia: da adesso infatti la tutela previdenziale è ampliata al giorno immediatamente precedente al rilascio del certificato medico anche nel caso in cui venga effettuata una visita ambulatoriale. In precedenza era possibile solo in caso di visita del medico a domicilio. Un cambiamento che l’Istituto ha spiegato sottolinenando il mutato scenario sanitario nel Paese, con particolare riferimento alla diminuzione dei medici di base e il maggior carico di lavoro che questi devono svolgere.

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Quello che devi sapere

La circolare dell’INPS

Nella circolare, l’INPS sottolinea che “per il riconoscimento della prestazione previdenziale della malattia” erogata dall’Istituto “il lavoratore deve presentare il certificato di malattia redatto il primo giorno dell’evento e attestante l’incapacità temporanea al lavoro”. Però l’ente previdenziale riconosce “anche il giorno immediatamente precedente a quello del rilascio del certificato medico, purché il medico curante valorizzi nel medesimo i seguenti campi: "Dichiara di essere ammalato dal...”, con l’indicazione del giorno immediatamente precedente alla visita; Visita domiciliare”.

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Le regole per la certificazione di malattia

Questo sistema è stato messo in campo per far fronte alla “necessità di non penalizzare il lavoratore nei casi in cui la visita medica non venga effettuata nel giorno della chiamata al medico curante”. Infatti, spiega sempre l’INPS nella sua circolare, i contratti di lavoro per i medici di Medicina Generale prevedono la possibilità di “effettuare la visita medica domiciliare richiesta dal paziente entro le ore 12 del giorno immediatamente successivo e solo ove ritenuto strettamente necessario”.

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Le regole da rispettare

Ci sono comunque alcuni passaggi a cui fare attenzione: l’INPS infatti ricorda che “il riconoscimento della tutela previdenziale della malattia dal giorno immediatamente precedente alla data di rilascio del certificato medico viene meno se la data indicata nel campo "Dichiara di essere ammalato dal...” è anteriore di oltre un giorno”. In questo caso, dunque, per l’istituto “è da escludere che la data possa riferirsi a quella della chiamata del lavoratore al medico curante”.

A cosa fare attenzione

Inoltre, spiega ancora l’INPS, il “riconoscimento viene altresì meno nei casi in cui il giorno immediatamente precedente a quello di rilascio del certificato medico sia un giorno festivo infrasettimanale o cada di sabato o di domenica”. In questo caso, infatti, “il lavoratore è tenuto a ricorrere al servizio di continuità assistenziale”.

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Cosa cambia da adesso

Premesso tutto questo - che rappresenta il funzionamento generale del sistema - l’INPS ha deciso di introdurre una importante novità: infatti da adesso “la tutela previdenziale della malattia è riconosciuta per il giorno immediatamente precedente alla redazione del certificato medico anche nel caso di visita ambulatoriale, purché tale giorno non sia festivo infrasettimanale e non cada di sabato o di domenica, in quanto in tali casi è garantita la continuità assistenziale”.

Perché questa novità

La decisione dell’Istituto è arrivata “su concorde parere del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, al fine di tutelare i lavoratori in malattia e garantire uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale”. In ogni caso l’INPS nella sua circolare ribadisce che “l’evento di malattia ai fini della tutela previdenziale decorre, in via generale, dalla data di redazione del certificato rilasciato dal medico che attesta, sulla base della valutazione clinica effettuata, la sussistenza dello stato di incapacità temporanea al lavoro”.

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La spiegazione dell’INPS

Perché dunque questa decisione? L’INPS sottolinea “l’attuale contesto sociosanitario italiano, caratterizzato da un profondo processo di trasformazione che ha interessato anche il ruolo del Medico di Medicina Generale, nell’ambito della riorganizzazione dell’assistenza territoriale, nonché la crescente e progressiva diminuzione del numero di tali medici su tutto il territorio nazionale, i maggiori carichi di lavoro e l’incremento dei compiti organizzativi e assistenziali affidati ai medesimi medici, comportano l’esigenza di addivenire a un’interpretazione evolutiva” sul tema.

Gli obiettivi dietro al cambiamento

Il cambiamento insomma arriva “al fine di garantire che la tutela previdenziale del lavoratore rimanga effettiva ed equa, anche in relazione alle ipotesi in cui, per motivi organizzativi o assistenziali, il medico curante sia nell’impossibilità di recarsi entro il giorno successivo al domicilio del lavoratore o di riceverlo presso il proprio studio, anche a causa della prassi ormai in uso di programmare l’accesso presso gli ambulatori per evitare sovraffollamenti nelle sale di attesa a tutela dei pazienti”.  
 

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