okayduckyachtclub.xyz

Malika Ayane, Cicale: "C'è una vita dove nessuno guarda"


Malika Ayane ha pubblicato il 18 settembre Cicale, il nuovo album di inediti uscito per Carosello Records in licenza a M.A.S.T./Believe e anticipato dal singolo Detto tra noi. Il disco arriva cinque anni dopo l’ultimo lavoro di inediti della cantautrice milanese. All Music Italia l’ha intervistata.

Il titolo non è una scelta casuale. Tiene insieme il tempo lunghissimo che l’insetto passa sottoterra e la stagione breve in cui canta, e diventa la chiave per raccontare quattro anni di scrittura e cinque di assenza dai negozi.

Perché il nuovo album di Malika Ayane si chiama Cicale

Malika Ayane, Cicale: il nuovo album e la video intervista

Nella discografia di Malika Ayane il titolo dell’album non coincide quasi mai con quello di una canzone in scaletta: succede dal debutto omonimo a Grovigli, Ricreazione, Naïf e Domino, con la sola eccezione di Malifesto.

“A parte Malifesto, che è stato un palese gioco di parole tra il mio nome e una cosa che poteva significare un’esposizione di sé, tutti i miei album non prendono mai il nome da una canzone”, spiega l’artista a All Music Italia.

“Piuttosto si tratta di una didascalia, e calcolando che queste canzoni sono un po’ tutte delle didascalie, è quasi una didascalia delle didascalie. Oppure di una sintesi: in questo caso è più, se vogliamo, un amo”.

Cicale, quattro anni di scrittura e un anno di produzione

L’amo porta dritto alla metafora dell’insetto che resta al buio prima di salire in superficie e cantare. La lavorazione del disco è durata quattro anni, con l’ultimo dedicato alla produzione vera e propria, dopo il ritorno in gara al Festival di Sanremo.

“Visto che le cicale passano molto tempo sotto terra prima di vedere la luce, questo è un album che ha passato molto tempo in lavorazione e nella scrittura”, racconta Malika Ayane. “La gestazione è durata quattro anni, poi tra Sanremo e la produzione effettiva l’ultimo anno è stato di realizzazione”.

“Visto che è un album che vuole raccontare una leggerezza, pur essendo pieno di sensazioni e stati d’animo molto profondi, probabilmente possiamo associarci la cicala: per quella stagione di luce si fa millemila anni di buio, e tutti la giudicano per la sua leggerezza luminosa senza considerare che c’è una vita intera dove nessuno guarda”.

Perché Malika Ayane non ha pubblicato il disco subito dopo Sanremo

Il ritorno all’Ariston con Animali notturni non è stato seguito dall’uscita immediata dell’album, come succede quasi sempre a chi passa dal Festival. Sono passati sette mesi, e per la cantautrice quel tempo è servito a ricostruire una rete.

“Non c’è un mondo in scadenza. È stato molto importante concedersi questa fase”, spiega. “Sanremo è stato un ‘rieccomi, grande pubblico, sono di nuovo qui’. I mesi successivi sono stati necessari per tornare a parlare con le radio, con la stampa”.

“In generale per ricostruire quella rete sopra la quale andare a giocare col trapezio, perché devi essere certo di poter cadere come vuoi. Non puoi andare mai completamente allo sbaraglio: non puoi farlo da giovane, figurati quando sono passati quasi vent’anni dal tuo primo lavoro”.

La notte, l’autunno e il featuring con Dargen D’Amico

Dentro Cicale torna spesso la dimensione notturna, che l’album eredita dal brano sanremese. Le atmosfere sono soprattutto autunnali e invernali, con l’eccezione tardo primaverile di Come la prima volta. Tra le collaborazioni c’è quella con Dargen D’Amico in Diversamente.

“Mi piace che la scrittura e la gestazione dei dischi sia invernale, autunnale. L’autunno è la mia stagione preferita, quindi è più facile”, racconta Malika Ayane, che alla notte riconosce però una funzione precisa.

“La notte forse è il momento in cui, che io sia in tournée, a lavorare a teatro o nella mia vita privata a divertirmi, chiudo la porta e rimango sola. Di base è un riascolto delle canzoni, uno stare con i propri pensieri in una modalità più libera, c’è il silenzio”.

“Non mi sento una creatura così notturna, lo sono per difesa. La notte è una parte del giorno esattamente come gli anni scuri della cicala, in un’accezione che non rappresenta quella della fatica, ma quella della difesa”.

Né consapevolezza né rassegnazione: la scellerata saggezza di Malika Ayane

Nei testi dell’album, arricchito anche dal singolo estivo Una possibilità, si muove un equilibrio continuo tra maturità ed esperienza. L’artista rifiuta però le due parole con cui di solito lo si descrive, e ne propone una terza.

“Trovo che sia ‘consapevolezza’ che ‘rassegnazione’ siano due parolacce a volte, perché una presuppone una certa supponenza”, chiarisce. “Preferisco il ‘consenso informato’ di quando vai a fare un esame, o il foglietto illustrativo dei farmaci: è preferibile essere informati che consapevoli”.

“‘Rassegnato’ lo trovo un termine passivo, perché per rassegnarti devi smettere di cercare la vita, e con la consapevolezza ti siedi sulle tue certezze. A me piace pensare più a una cosa scelleratamente saggia: conosci i rischi e i pericoli, però vai con la stessa attitudine della giovinezza”.

“Quella cosa che non sai se è impavida o se è stupida. In questo lavoro sento emergere una gran voglia di vivere, di continuare a vivere, di stupirmi e di imparare cose nuove”.

Anche davanti ai quadri evocati dai brani, da Probabile alla conclusiva Primavera in città, la cantautrice mette in chiaro che la parola nostalgia non le appartiene: “Non è esattamente nostalgia, è più contemplazione, perché la nostalgia implica che ti manchi guardare quella cosa”.

Qui sotto la nostra video intervista integrale.

Malika Ayane in tour nei teatri da novembre

Da novembre Malika Ayane torna dal vivo nei teatri italiani con uno spettacolo prodotto e organizzato da Friends & Partners e Magellano Concerti: quattordici date, dalla data zero di Fermo dell’1 novembre alla chiusura di Pescara del 28. Qui il calendario completo con i biglietti.

Foto di Davide Ferraro