PORDENONE - Nella notte tra il 3 e il 4 agosto l’architetto, interior designer, Mauro Fadel di 63 anni è stato trovato dai familiari privo di vita nel letto. Una morte inaspettata, il suo grande cuore non ce l’ha fatta, anche se nulla poteva far presagire una fine così repentina di una persona così attiva e piena di vitalità. La scomparsa di Fadel ha lasciato tutti sorpresi, lasciando un grande vuoto nella comunità di Oderzo, dove viveva la sua famiglia d’origine, e Pordenone dove si era trasferito nel corso degli anni e aveva costruito una famiglia. Mentre il suo cuore generoso si è fermato stava portando avanti l’interior design di un museo a Motta di Livenza insieme ad un collega. Era molto impegnato nel lavoro e nella cura dei familiari, prima della mamma fino alla morte nel 2024, della mamma, del cognato. Con grande cuore e spirito di abnegazione è stata una persona che ha dispensato affetto, mettendo gli altri davanti alle proprie scelte.
Mauro Fadel era nato a San Gallo in Svizzera nel 1963 e nel 1992, si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano, un suo progetto subito dopo il master ha vinto un premio che verrà esposto al Museo di Chicago, seguiranno moltissimi riconoscimenti in Italia e all’estero. Come libero professionista, la sua passione erano le sedie, moltissime sue realizzazioni sono state prodotte a Manzano, anche i salotti dalle linee pulite di classe sono state apprezzatissime realizzazioni. Attento all’ergonomia, al dettaglio e alle esigenze produttive, ha collaborato con importanti aziende italiane di arredamento e settore contract, in particolare proprio come già detto della sedia, del mobile e imbottito.
«Papà è sempre stato molto puntuale, preciso, in anticipo, ordinato – fa sapere la figlia Martina – pronto alla battuta, amichevole, molto cordiale. Sempre disponibile a raggiungere i figli nelle tappe universitarie, a sacrificarsi per tutti noi. Una persona allegra, non giudicante, aperto di mente». Mauro si descriveva così sulla sua pagina social: «Sono una persona che ha sempre lavorato con dedizione e impegno, cercando di fare del mio meglio in ogni situazione. Ho sempre cercato di essere onesto e trasparente in tutto ciò che ho fatto, lavorando con professionalità e integrità. La mia esperienza lavorativa è caratterizzata da impegno, responsabilità e una costante ricerca di eccellenza». Le sue parole rispecchiano le sue realizzazioni. «Sono orgoglioso del mio percorso professionale, fatto di duro lavoro e di scelte etiche – rivelava – Ho sempre cercato di fare la cosa giusta, lavorando con passione e dedizione per raggiungere i miei obiettivi. Sono grato a chi mi apprezza per il mio lavoro e la mia professionalità, e so che il valore di ciò che faccio è riconosciuto da chi mi conosce veramente».
Di una cosa aveva fortemente ragione, il suo lavoro parla da sé. «Nella vita ho imparato a rispettare le persone e a dare la giusta importanza ad ogni cosa, spero sempre di andare avanti con la stessa passione di sempre ma anche in salute e con la voglia di fare e di creare cose belle che un domani lascino un segno», scriveva mesi fa.
E oggi quei pensieri ricordano la persona meravigliosa che era e mai sarà dimenticata. Lascia nel dolore la moglie Sonia Borgobello e le figlie Martina e Nicoletta, il genero Samuele, la sorella Stefania, la suocera Clara, i parenti tutti, gli amici e quanti lo apprezzavano. I familiari hanno lasciato un messaggio d’amore molto toccante. «Caro Mauro – queste le parole sentite – Il tuo animo gentile e scherzoso è per noi indelebile. Nell’amore e gratitudine siamo insieme per sempre». I funerali avranno luogo sabato alle 11 al Duomo di Oderzo, dove Mauro giungerà dalla Prosdocimo Funeral Home di vial Turco a Pordenone.