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Mancano le suore, chiude l'asilo dei "Miracoli". I genitori pronti a salvare la scuola: «Qui i bambini stanno bene»


VENEZIA - Si meriterebbero che rimanesse aperta per l'impegno, il tempo e la passione che ci hanno messo. Mai si è visto tanto sentimento nel difendere una scuola dell'infanzia. Quando un paio di anni fa le religiose avevano annunciato la chiusura per carenza di iscritti, i genitori si sono fatti in quattro ed hanno ottenuto risultati strepitosi. Open day, centri estivi, turni di lavoro come volontariato per affiancare le suore. Hanno fatto di tutto e di più attirando moltissimi bimbi e già questo, in centro storico, è un mezzo "miracolo".

Così quando giovedì la madre superiore della congregazione delle suore della Beata Imelda ha convocato i genitori avvisandoli che la casa dei bambini "Santa Maria dei Miracoli" di Cannaregio il prossimo anno chiuderà, sono stati presi dallo sconforto. «All'epoca ci avevano detto che mancavano iscritti, quindi ci siamo messi al lavoro per raccogliere bambini - dicono mamme e papà - ora che gli alunni ci sono, mancano le suore, poche e troppo anziane». E in questi due anni i numeri, questi genitori, li hanno fatti davvero. Sono 28 i bimbi iscritti in prima per settembre, mentre i centri estivi "inventati" lo scorso anno dalle mamme, questa estate hanno raccolto una media di 45 bimbi tra i 3 e 6 anni a settimana. Cifre che potrebbero crescere ora che ha chiuso l'asilo Cristo Re vicino a San Francesco della vigna.


IL VALORE

Quello che stringe il cuore è che questa scuola racchiude una doppia valenza. Ha una storia lunga cent'anni e si trova in uno dei tanti angoli magici di Venezia nel campiello dei Miracoli (Cannaregio 6073) di fronte all'omonima chiesa. Poi è l'unica scuola dell'infanzia con il metodo Montessori in centro storico. «Abbiamo provato a proporre alle religiose una gestione laica o trovare qualche formula che possa supplire alla mancanza di suore, ma finora non sembrano essere nella possibilità di fare un passo indietro» dicono i genitori. Anzi hanno avvisato che entro lunedì, se desiderano, possono ritirare l'iscrizione del proprio figlio visto che non riusciranno a garantire la continuità.

«È una scuola bella e i bambini stanno bene» dicono le mamme che hanno già pensato di rivolgersi al sindaco Simone Venturini nella speranza che il patrimonio di questa realtà possa continuare la sua storia centenaria. E soprattutto non venga disperso il metodo Montessori che prevede classi miste per età, educa i piccoli all'autonomia, offre spazi e arredi adeguati per poterlo fare e un bel giardino che a Venezia non è così scontato. Un metodo che trova continuità nella scuola primaria pubblica della Giudecca. Se chiude una scuola è sempre un impoverimento, se poi c'è il rischio - e a Venezia non è poi così remoto - che si trasformi in albergo, la perdita è ancora più grave.

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