La bassista del gruppo ha perso la pazienza, mai pagati 362.400 euro per lo spot 2024. Tim non c’entra, emesso un decreto ingiuntivo verso la società di produzione Armosia Italia. Per Damiano 2025 da dimenticare, ma ora arriva commessa da 2 milioni.
Victoria De Angelis, bassista dei Maneskin, dopo avere chiesto più volte il compenso pattuito come testimonial della campagna Tim «La forza delle connessioni», si è rivolta al tribunale di Roma che il 19 marzo scorso ha messo un decreto ingiuntivo per il pagamento dovuto per 362.400 euro. L’azione giudiziaria non riguarda Tim, ma la società di produzione a cui era stato chiesto lo spot: Armosia Italia srl, interamente controllata dalla AD Management di Alessandro D’Amario e Rosaria Terrasi. Armosia Italia negli ultimi anni ha prodotto film, confezionato spot ed eventi per clienti importanti come Tim, Cdp, Enel, Netflix, Disney e tanti altri. Ben noti anche i testimonial usati: oltre a Victoria De Angelis si va da Carlo Conti ad Amadeus e Miriam Leone e nel mondo sportivo Luciano Spalletti, Pecco Bagnaia, Matteo Berrettini, Bobo Vieri e tanti altri.
Il mancato pagamento dello spot del 2024 ha inciso parzialmente sul vero e proprio crollo degli affari della società- la Davic srl- che Victoria ha aperto quando i Maneskin hanno deciso di entrare in pausa per lasciare a chi volesse la strada di una carriera personale. La Davic della De Angelis era andata molto bene nel 2024, portando a casa un fatturato di 1,842 milioni di euro e un utile di 167.120 euro. Il 2025 è stato in caduta: il fatturato si è crollato a un quarto di quello precedente (408.768 euro) e l’utile si è assottigliato ancora di più, fermandosi a 33.685 euro. Ora con il provvedimento del tribunale di Roma gli incassi si rialzeranno sicuramente nel 2026.
Anche Damiano David ha archiviato un anno decisamente negativo. La sua società musicale da solista, la Humans 23 srl, ha dimezzato il fatturato nel 2025 passando da 1,205 a 601.503 euro. Non solo. La società è andata per la prima volta in rosso, con una perdita di 124.016 euro rispetto all’utile di 15.283 euro dell’anno precedente. Il patrimonio netto della società è diventato negativo per 98.733 euro e per questo entro il prossimo 20 agosto Damiano metterà mano al portafoglio versando 108.733 euro a copertura delle perdite passate. Nel 2026 però è arrivata la svolta, come sottolinea nella sua relazione al bilancio il fratello di Damiano, Jacopo David che amministra la società, ma nella vita di tutti i giorni lavora come tecnico assicurativo alla coop bianca La Cascina, nata dalla Compagnia delle Opere di Cl. «Alla data odierna», scrive Jacopo David, «la società ha già acquisito, mediante contratti regolarmente sottoscritti e in corso di esecuzione, un portafoglio di commesse per l’esercizio 2026 di ammontare significativamente superiore al valore della produzione complessivamente realizzato nei due
esercizi precedenti». Quindi arriveranno commesse per più di 2 milioni di euro.

Con il complesso in pausa da quasi due anni ovviamente non possono brillare nemmeno i risultati della società musicale del gruppo, la Maneskin Empire srl. Il fatturato è precipitato dagli 8,567 milioni del 2024 (anno in cui è stata decisa la sospensione delle attività) ai 244.154 euro del 2025. L’utile è precipitato da 423.507 euro a 19.652 euro. Il motivo è semplice, come scrive l’amministratore che è anche il papà di Victoria: «Nel corso dell’esercizio non si sono verificati fatti di rilievo ed il risultato finale riflette la limitata attività del gruppo che nell’anno non ha pubblicato dischi, non ha organizzato concerti o altra attività live». Lui come tutti i fan aspettavano l’annuncio del ritorno dei Maneskin, che però non si è realizzato. Forse a favorirlo sarà anche la semplice questione economica: mettendo insieme i tre bilanci 2025 dei Maneskin fermi, di Victoria e di Damiano ci sono stati incassi di 1,254 milioni di euro e un risultato negativo di 45.396 euro. L’ultimo bilancio di quando erano tutti insieme e i Maneskin popolavano gli stadi, quello del 2023, aveva incassi per 18,6 milioni di euro (il record in un anno per la musica italiana) e guadagnavano 1,419 milioni di euro.