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Manovra, ipotesi taglio Irpef per i redditi più bassi. Cosa sappiamo


Introduzione

Si avvicina il momento in cui il governo guidato da Giorgia Meloni - che ha da poco festeggiato il record di esecutivo più longevo della storia repubblicana - aprirà ufficialmente il cantiere per la Legge di Bilancio 2027. Si tratta di una Manovra ancora più attesa del solito in quanto l’ultima di questa legislatura, con vista sulla prossima campagna elettorale. E tra le varie misure di cui si è discusso in queste settimane c’è anche quella legata al taglio dell’Irpef.

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Quello che devi sapere

L’Irpef al 33% fino a 60mila euro

La misura forse più anticipata di questa Manovra in arrivo è il taglio dell’aliquota Irpef - l’Imposta sul reddito delle persone fisiche - sui redditi fino a 60mila euro: per questi infatti sarebbe previsto il passaggio dal 35% al 33%. Se questa sforbiciata arrivasse - attualmente l’aliquota del 33% si ferma a quota 50mila euro - secondo fonti della maggioranza potrebbe portare un beneficio aggiuntivo fino a circa mille euro e un costo sul bilancio che si aggira intorno ai 3 miliardi.

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Un altro intervento sull’Irpef?

Non è però l’unico potenziale intervento sull’Irpef di cui si è discusso in queste settimane: in una intervista concessa a ilSussidiario.net il responsabile economico di FdI e presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, aveva detto che nella Legge di Bilancio “si possono inoltre ridurre ancora le aliquote sulle fasce più basse oppure combinare più leve”.

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Aliquota Irpef dal 23 al 22%?

Le indiscrezioni circolate in questi giorni parlano di un possibile taglio di un punto dell’aliquota più bassa dall’Irpef, dal 23 al 22%. Una simile operazione, ha detto ancora Osnato, costerebbe “indicativamente 1,5 miliardi” ma garantirebbe per la fascia di reddito inferiore “un beneficio fino a 220 euro". In ogni caso molto dipenderà dall'eventuale uscita dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, per cui si attende l'aggiornamento Istat dei dati di finanza pubblica il 22 settembre. 

Il taglio dell’Irpef sulla tredicesima

E legata alla potenziale uscita dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo è legata anche un’altra potenziale misura che il governo Meloni starebbe studiando: la detassazione delle tredicesime. Su questo, ha spiegato ancora Osnato, l’ipotesi "minima" di intervento sarebbe una riduzione della tassazione al "15% fino a 15mila” euro che costerebbe "circa 500 milioni. Per me è un po' bassa" come soglia, "il tentativo è quello di cercare di fare un po' di più". Per Osnato si potrebbe pensare di "abbassare l'aliquota al 10% e alzare un po' di più" il tetto dei 15mila euro di reddito, ma sempre con la necessità di reperire le risorse economiche. In ogni caso sostituire l'Irpef ordinaria con una imposta del 15% o del 10% produrrebbe un risparmio netto in busta paga tra 200 e 500 euro, a seconda del reddito.

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La partita per la Manovra

Mentre si fanno strada le diverse proposte che potrebbero entrare nella Manovra, il dossier della Legge di Bilancio non è ancora sul tavolo del ministero dell’Economia. Il ministro Giancarlo Giorgetti è infatti attualmente alle prese con le tensioni geopolitiche internazionali, che hanno agitato i mercati. Una situazione che potrebbe impattare sull’ampio debito pubblico italiano, che però secondo il titolare del dicastero di via XX Settembre “non è più un problema come in passato: ci sono tanti altri debiti nel mondo, alcuni visibili e altri non visibili, che sono un elemento di sbilancio", sottolineando che "noi siamo abbastanza a posto per quanto riguarda il suo rifinanziamento”.

Il nodo del caro energia

Prima di approntare la prossima Legge di Bilancio, resta ancora da sciogliere il nodo del caro carburanti e del taglio delle accise. Dopo la proroga fino al 10 settembre dell’attuale misura in vigore, il governo infatti intende passare ad aiuti selettivi basati sul reddito e mirati alle categorie più colpite, come l'autotrasporto. Interventi che però richiedono coperture, non di così facile reperimento. Un tema, quello degli aiuti contro il caro-energia, che ovviamente si intreccia con quello degli interventi della Manovra e delle risorse necessarie per metterle in campo.

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Le altre proposte sul tavolo

Tornando alla Manovra, infine, sul tavolo del governo oltre ai possibili interventi sull’Irpef ci sarebbe anche la proposta di Forza Italia di una flat tax incrementale strutturale del 5%, per tutti i contribuenti, sulla quota di reddito prodotta in più rispetto all'anno precedente. "Una misura che premia chi lavora di più, produce di più e investe nella propria crescita", ha spiegato il responsabile economico del partito Maurizio Casasco. Si punta poi a un cashback sulle spese sanitarie, la semplificazione amministrativa e l'abolizione del bollo auto. Infine potrebbe tornare il bonus elettrodomestici, così come altri incentivi per aiutare le famiglie sul caro-energia.

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