ROMA – “Abbiamo approvato il Documento programmatico di finanza pubblica che arriva in un contesto particolarmente complesso sotto molteplici profili e quindi fare previsioni diventa sempre più complicato. Ciononostante noi confermiamo il sentiero di spesa così come era nei programmi”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, subito dopo il Consiglio dei ministri.
“Approvata” in Cdm anche la richiesta al Parlamento di “attivazione della Nec. Questo scostamento è quantificato per il 2027 dello 0,3% per quanto riguarda l’energia e dello 0,3% per quanto riguarda la sicurezza. Analoga previsione per il 2028″.
“Per quanto riguarda la Bce non entro nella testa della governatrice Lagarde. Credo che sia opportuno fare chiarezza al più presto”. “Al momento non c’è un candidato italiano, ricordo che l’Italia ha già avuto un grande successo con la nomina del presidente dell’Esma, Carlo Comporti, che credo entri in carica nelle prossime settimane”, ha aggiunto.
“Per quanto riguarda il deficit dovrebbe stare sotto il 3% nel 2026, ma le nostre previsioni, tenendo conto della spesa supplementare consentita dalle regole europee, sono del 3,4% nel 2027, 3,3% nel 2028 e 2,4% nel 2029″.
“Per quanto riguarda il debito, abbiamo un impatto che deriva dall’andamento degli interessi, prevediamo che il sentiero discendente ricominci dal 2028, quando saranno finalmente esaurite le code per cassa del Superbonus. Il profilo tendenziale ci porta al 138,1 del Pil nel 2026, 138,4 del 2027, 137,7 nel 2028 e 136,3 nel 2029″.
“I dati di deficit del 2027 e del 2028 devono essere depurati dallo scostamento delle clausole relative a difesa e energia. E, di conseguenza, se depurate dello 0,6% troverete un dato inferiore al 3%. Naturalmente i decimali fanno la differenza, il nostro auspicio è rimanere sotto il 3% nel 2026 e aprire quindi questo spazio”.
“Non vi nascondo, sarebbe veramente da superficiali, l’attenzione con cui monitoriamo costantemente l’andamento sia per quanto riguarda l’inflazione che i tassi di interesse”.
“La proposta italiana di considerare l’impatto dell’inflazione sul sentiero di spesa non nasce per chiedere una diversa e ulteriore flessibilità. Viene fatta semplicemente per richiamare l’attenzione sul fatto che i target dati ai singoli Paesi esattamente 3 anni fa, con un tasso di inflazione previsto profondamente diverso, non possono non considerare l’impatto diverso che l’inflazione ha avuto sul sentiero della spesa nominale”.
“La mia risposta oggi probabilmente è diversa rispetto a quella di un mese fa. Credo che l’approccio debba essere un ‘attimino’ più prudente. Quindi rispetto a tutte le cose che sono state annunciate e che avete riportato chiaramente il contesto in cui ci troviamo richiede un’attenzione maggiore”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, rispondendo a chi gli chiedeva che Manovra si aspetta, anche in chiave elettorale, alla luce del Documento programmatico di finanza pubblica approvato oggi dal Consiglio dei ministri.
“La mia risposta oggi probabilmente è diversa rispetto a quella di un mese fa. Credo che l’approccio debba essere un ‘attimino’ più prudente. Quindi rispetto a tutte le cose che sono state annunciate e che avete riportato chiaramente il contesto in cui ci troviamo richiede un’attenzione maggiore”, ha detto poi detto Giorgetti rispondendo a chi gli chiedeva che Manovra si aspetta, anche in chiave elettorale, alla luce del Documento programmatico di finanza pubblica approvato oggi dal Consiglio dei ministri.
Il Documento programmatico di finanza pubblica, il Dpfp, segna di fatto l’apertura del cantiere manovra. Il testo, con la riforma delle regole Ue, sostituisce la Nadef, Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza, che il governo doveva presentare alle Camere ogni anno entro il 27 settembre, per aggiornare le previsioni del DEF. Siamo di fronte appunto al primo passo nell’elaborazione della manovra, con il Dpfp che contiene un aggiornamento delle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica.
Nel Dpfp trovano spazio le stime del triennio e una prima traiettoria delle misure che andranno a comporre la legge di Bilancio, con i relativi effetti finanziari. A definirne lo schema è la risoluzione approvata dalle commissione Bilancio di Camera e Senato. Il Parlamento lo esamina poi come primo passo per la futura manovra.
Il Dpfp in particolare indica il nuovo quadro macroeconomico e di finanza pubblica in linea con il percorso di spesa netta stabilito dall’UE, il conto economico delle Amministrazioni pubbliche, suddiviso per sottosettori, la spesa netta e l’andamento delle sue componenti, il saldo di cassa del settore statale.
E’ proprio in sede di Dpfp che il governo valuta l’attivazione della clausola di salvaguardia che incide direttamente sui margini di manovra in legge di bilancio. Il vicepremier Antonio Tajani ha spiegato che “già oggi al Consiglio dei Ministri decideremo lo scostamento di bilancio e, avendo ottenuto la possibilità di maggiore flessibilità delle spese in materia di difesa ed energia, potremo dire che ci sarà lo scostamento ai 7 miliardi per quest’anno”.
I prossimi passi prevedono entro il 15 ottobre l’invio alla Commissione Europea e all’Eurogruppo del Documento programmatico di bilancio (Dpb), che riassume i pilastri della manovra, entro il 20 ottobre la presentazione ufficiale del testo della legge di bilancio alle Camere. Entro il 31 dicembre il Parlamento deve approvare in via definitiva il testo. In caso di mancata approvazione entro questa data, scatta l’esercizio provvisorio che comporta forti limiti alla spesa pubblica. Il governo può in quel caso ogni mese spendere al massimo un dodicesimo dei fondi stanziati nel bilancio dell’anno precedente per ogni capitolo di spesa.