NERVESA (TREVISO) - Malori, cantieri che rallentano e luci che si spengono. Sono tutti effetti della morsa del caldo. Ieri Mara Fontebasso, sindaco di Nervesa, è stata colta da un colpo di calore. Il caldo record le ha causato un malore, costringendola a letto con forte mal di testa e vomito. In mattinata era andata al campo volo Francesco Baracca della Jonathan Collection: alle 9.30 c’era la dimostrazione di aeromodellismo per i bimbi dei centri estivi comunali, nata dalla collaborazione tra municipio e Fondazione. Il primo cittadino non aveva voluto mancare. Ma il sole ha picchiato duro. Fontebasso se n’è resa conto subito. Dopo aver tenuto duro, è rientrata a casa e si è messa a letto. Di seguito ha contattato il proprio medico. Immediata la diagnosi: colpo di calore. «Non sono andata al pronto soccorso - racconta - mi sono affidata al mio medico di fiducia, che mi ha prescritto un farmaco per il vomito, un antidolorifico per il mal di testa e spugnature». I sintomi erano inequivocabili. «Non mi reggevo in piedi - dice Fontebasso - ho vomito e tanto mal di testa. Già non ero in forma prima della visita. L'essere andata al campo volo a trovare i bambini ha fatto il resto. Non sono svenuta, ma sto malissimo; non mi era mai capitata una situazione del genere. Davvero una sensazione terribile. Spero che tutti i bambini stiano bene».
Anche ieri Treviso è stata la città più calda del Veneto, con una massima di 38,9 gradi. In queste condizioni diventa tutto difficile. A partire dai lavori. Tra gli ultimi a slittare ci sono quelli per il recupero del fabbricato destinato a palestra nell’ex caserma Salsa, futura casa dell’Università di Padova. La società Gse Srl ha sottolineato di essere stata costretta a rallentare il ritmo alla luce dell’ordinanza regionale contro il caldo: il provvedimento che ha imposto il divieto di lavorare all’esterno nei cantieri tra le 12.30 e le 16 nei giorni di allerta rossa. A questo si sono poi aggiunte le difficoltà nel reperire alcuni materiali e l’aumento dei prezzi delle materie prime. Alla fine il Comune ha concesso una nuova proroga di 45 giorni. L’obiettivo adesso è concluderli entro il 14 settembre.
In tutto ciò Marco Zabai, consigliere comunale del Pd, sottolinea la necessità di un piano per adattare la città al clima. «Il caldo ci sta mostrando che gli effetti dei cambiamenti climatici non sono solo ambientali: sono sociali, sanitari ed economici. Se le attività del centro raccontano di incassi che con le temperature più alte possono crollare anche del 40%, significa che rendere le nostre città più fresche e vivibili non è più una questione accessoria, ma una politica fondamentale per il loro futuro - mette in chiaro - dobbiamo cominciare a riprogettare Treviso mettendo al centro l'adattamento ai cambiamenti climatici: più suolo permeabile, più alberi e ombra, più infrastrutture verdi e blu, una migliore gestione dell'acqua». Parte dalla mozione sulla depavimentazione approvata all’unanimità in consiglio comunale. Con un’attenzione anche per gli alberi: «Un'amministrazione non può affidare al meteo la sopravvivenza del proprio patrimonio verde. La situazione che vediamo in città è drammatica».
Nel frattempo continuano anche i blackout nella Marca. Mercoledì sera gran parte di Meduna si è ritrovata al buio. Il disservizio ha interessato l'80% del territorio, coinvolgendo in particolare il centro, con inevitabili disagi per i residenti in una delle giornate più calde. L'interruzione dell'energia elettrica in questo periodo è a sua volta legata alle temperature. Oltre al forte aumento dei consumi per i condizionatori, con il rischio di sovraccarichi, il caldo record può anche rovinare i cavi di collegamento. La segnalazione è partita immediatamente dal Comune. Il sindaco Arnaldo Pitton ha subito contattato E-distribuzione. «Mercoledì sera il nostro comune è stato interessato da un blackout elettrico che ha coinvolto circa l'80% del paese - spiega il primo cittadino - la causa è probabilmente legata ai forti consumi per il caldo di questi giorni. Abbiamo segnalato subito il guasto e i tecnici sono intervenuti prontamente. Per fortuna l'energia è ripartita dopo alcuni minuti. Ora tutto è tornato regolare».