La grandezza dei campioni è quello di far sembrare semplice qualcosa di impossibile. Di rendere un'inezia qualcosa di molto grave. Perché se è stato chiaro a tutti che al braccio destro di Marc Marquez qualcosa non andava, nessuno poteva immaginare la gravità della situazione e di come il campione sia riuscito a nasconderla, gareggiando in condizioni per altri disumane. C'è voluta una sua foto, a petto nudo, per far aprire gli occhi a spettatori ed esperti.
Come riporta la Gazzetta dello Sport, quando a Marc Marquez, a margine del Gran Premio di Aragon, è stato chiesto cosa non andasse al braccio destro, lui ha risposto con poche, significative parole: «Le sette operazioni». Una risposta secca, quasi lapidaria, che però da sola non riusciva a restituire fino in fondo la portata dei problemi fisici affrontati dal pilota spagnolo. È servita un'ulteriore prova, un'immagine capace di mostrare l'effettiva entità di quegli interventi e le conseguenze che hanno lasciato sul suo corpo.
Il colpo d'occhio, già a una prima osservazione, spiega molto: la spalla destra appare quasi atrofizzata rispetto a quella sinistra, rendendo immediatamente visibile il segno lasciato dalle numerose operazioni. «C’è un muscolo dentato anteriore rientrante» (citando il commento tecnico della Gazzetta), come se un pezzo di corpo gli fosse stato staccato, scavato e logorato dai tanti interventi chirurgici. Un'immagine che rende ancora più evidente quanto il percorso affrontato da Marquez sia stato lungo e difficile, ben oltre ciò che possono raccontare le sole parole.
Tutto è iniziato nel 2020, a Jerez, in Spagna. Un incidente che ha costretto il motociclista al ritiro forzato e che ha segnato l'inizio di una lunga serie di problemi fisici e interventi. Poi un'altra caduta, nel 2025, a Mandalika, in Indonesia. In entrambi i casi è stata la spalla a soffrire e a dover finire ripetutamente sotto i ferri, aggiungendo nuovi capitoli a una storia già segnata da operazioni e difficoltà.
Eppure, ancora oggi, con una parte del corpo che non "dovrebbe" poter essere in grado di sopportare lo stress di una gara ad alti livelli, Marc Marquez è ancora lì. Sguardo sereno, occhio puntato al traguardo, pronto a gareggiare e a confrontarsi nuovamente con le massime esigenze del motociclismo, come se nulla fosse accaduto. O almeno, da campione, è così che la mostra al pubblico: senza lasciare che il peso delle difficoltà attraversate prenda il sopravvento sull'immagine del pilota che continua a guardare avanti.
È lo stesso Marquez che ragiona, però, sugli effetti di questi infortuni. Di come, volente o nolente, hanno condizionato la sua resa sulla moto. Di come siano difficili da gestire. E per quanto è chiaro che sono almeno sei anni che ha iniziato questo "ciclo" di cadute, la mente lucida del campione va a Mandalika, nel 2025, momento fondamentale dove la situazione è particolarmente peggiorata. Una riflessione, come riporta la Gazzetta dello Sport, arrivata dopo un primo momento in cui il motociclista ha tentato di sminuire la situazione: «La caduta a Austin mi ha condizionato molto soprattutto per il braccio destro.
Anche quando sono rientrato da altri infortuni inizialmente ho tenuto i gomiti più alti. Poi piano piano li ho abbassati», salvo poi dichiarare a Gazzetta e Jerez: «Sto bene, sono al 100%».Una posizione smentita dal giornalista freelance di Moto GP, Simon Patterson, sul giornale The Race, dove ha rivelato che «Marc ci mente continuamente sul suo stato di salute. Ci dice che sta bene quando non è vero. E mai il contrario: non giustifica mai le sue prestazioni con lo stato fisico». Ma sembrerebbe che il campione, ormai, abbia deciso di gettare la maschera. La foto pubblicata è tutt'altro che il ritratto della salute, quasi un'ammissione di non essere più fisicamente al massimo delle sue possibilità. Ma anche un vanto, un avvertimento, un modo per dire ai propri avversari "Anche se sono ferito, posso fare ancora paura".
© RIPRODUZIONE RISERVATA