
Margot Robbie - Crediti Ansa Foto

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Margot Robbie torna nella serie che contribuì a lanciarne la carriera. Ma questa volta non dovrà nemmeno presentarsi sul set. A riportare l’attrice dentro Neighbours, la storica soap australiana, sarà infatti l’intelligenza artificiale. Robbie interpretò Donna Freedman dal 2008 al 2011, molto prima del successo internazionale con film come The Wolf of Wall Street, Suicide Squad e Barbie. Ora due storyline incentrate sul suo personaggio verranno recuperate dagli archivi e trasformate in una serie di brevi episodi verticali.
Dietro l'operazione ci sono Fremantle e RoseBerry Media. Quest'ultima utilizzerà RedSnapper, un sistema di produzione assistito dall'intelligenza artificiale capace di analizzare e rielaborare vecchi contenuti televisivi adattandoli al formato verticale. Il risultato sarà circa 150 minuti di materiale destinato alla piattaforma Epis e pensato soprattutto per la visione da smartphone. Non si tratta quindi di creare digitalmente una nuova Margot Robbie o di farle pronunciare battute mai recitate. Le immagini originali verranno selezionate, rimontate e riorganizzate per trasformare lunghe storyline televisive in microdrammi concentrati sui singoli personaggi.
L'esperimento potrebbe aprire una nuova strada per l'industria dell'intrattenimento: utilizzare l'IA per dare una seconda vita a giganteschi cataloghi televisivi già esistenti. Neighbours è un banco di prova ideale. Nata nel 1985 e conclusa nel dicembre 2025, la soap ha superato i 9300 episodi e ha contribuito a lanciare star come Kylie Minogue, Guy Pearce e Jason Donovan, oltre alla stessa Robbie. Il progetto, però, riapre anche il delicato dibattito sull'uso dell'intelligenza artificiale nel cinema e nella televisione. Se vecchie interpretazioni possono essere smontate e trasformate in nuovi prodotti, diventano centrali questioni come consenso, diritti e compensi degli artisti. Stefan Dennis, storico volto di Neighbours, ha già criticato duramente l'operazione, mentre i sindacati australiani dello spettacolo chiedono maggiori tutele. Il ritorno di Donna Freedman, insomma, potrebbe essere molto più di un'operazione nostalgia. Potrebbe anticipare il modo in cui Hollywood proverà a trasformare il proprio passato in nuovi contenuti per l'era dell'IA. Piaccia o meno.
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