Maria Daniela Hernández Ramírez è stata trovata morta impiccata la mattina del 5 luglio. A fare l'orrenda scoperta è stato il compagno della donna di 31 anni che ha subito lanciato l'allarme. Sul posto, un appartamento a Marola (Reggio Emilia) preso in affitto, sono subito arrivati i soccorsi che non hanno potuto far nulla per la giovane. La Procura, come riporta Il resto del carlino, vuole però vederci chiaro. Gli inquirenti hanno deciso di iscrivere nel registro degli indagati il compagno. È accusato, a piede libero, di istigazione al suicidio.
Maria Daniela Hernández Ramírez era una ricercatrice in Biofisica a Bonn. Il compagno italiano, invece, ha seguito lo stesso percorso accademico ma in Ingegneria e all'ateneo di Berlino. Potendo lavorare a distanza, la coppia aveva deciso di passare un periodo di vacanze in Italia, scegliendo Marola, una località a 800 metri di altitudine sull'Appennino Reggiano. I due avevano preso in affitto per due mesi l'appartamento dove poi è stata trovata morta la 31enne.
Bisogna chiarire che l'iscrizione del compagno nel fascicolo della Procura è un atto formale da parte della magistratura. Così gli inquirenti possono compiere tutti gli accertamenti tecnici irripetibili necessari.
L'uomo ha raccontato ai soccorsi e ai carabinieri di aver trovato la donna sulle scale con una corda al collo. Il compagno le avrebbe tolto il cappio nel tentativo di salvarla, senza successo. L'uomo ha anche riferito di aver discusso quel giorno con la donna. Per questo si era isolato per suonare in garage fino a che, risalendo al piano superiore, non aveva trovato la donna impiccata.
Ci sono però alcuni dettagli che hanno insospettito i pm. Innanzitutto la lettera d'addio che la donna avrebbe lasciato per spiegare le ragioni dietro al suo gesto. È scritta metà in inglese e metà in spagnolo, un'anomalia per la Procura che ha disposto una perizia calligrafica.
E poi ci sono le incognite sollevate dai risultati, ancora parziali, dell'autopsia. Secondo i primi accertamenti, da verificare, il cavo del ferro da stiro sarebbe compatibile con le lesioni al collo della donna. L'ipotesi allo studio dei pm, non ancora formulata, individuerebbe nell'elettrodomestico, ora sequestrato, l'oggetto che avrebbe causato la morte della donna, e non la corda trovata accanto alla 31enne.