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Maria Spinelli uccisa al rave in Svizzera, il giorno del dolore: musica techno, magliette col suo volto e palloncini bianchi al funerale


La «sua» techno a tutto volume, i palloncini bianchi e la carrozza trainata dai cavalli. È stato un addio commosso e partecipato quello che amici e parenti hanno dato a Maria Spinelli, la 22enne abruzzese morta durante la sparatoria al rave party di Aarau, in Svizzera. 

Il sorriso della giovane campeggiava sulle magliette che le amiche hanno indossato per la cerimonia funebre, mentre mamma e papà ricevevano l'abbraccio dell'intera comunità di Città Sant'Angelo, piccolo comune del pescarese dove Maria viveva insieme con la sua numerosa famiglia, prima di decidere di andare all'estero.

La sua musica

L'unico rumore che ha accolto il feretro alla Collegiata di San Michele, la cattedrale cittadina, è stato quello delle note della musica techno, la stessa che i dj stavano suonando la notte in cui Maria è morta, colpita da uno dei quaranta proiettili esplosi dall'omicida in quello che le autorità locali hanno definito il «gesto di un folle».

La bara di Maria Spinelli accolta con applausi e petali bianchi

Un folle che ha messo fine alla giovane vita di una 22enne che appena un mese prima era arrivata in Svizzera in cerca di un lavoro nella ristorazione, la sua passione sin da quando frequentava il liceo alberghiero a Silvi. Quella sera era «felice», come aveva detto alla mamma nel suo ultimo messaggio. Era entusiasta di raggiungere gli amici al rave e incontrare i suoi dj preferiti.

La carrozza trainata dai cavalli

I genitori domenica 6 settembre 2026 si sono stretti nel silenzio, senza rilasciare alcuna dichiarazione, anche a chi ha provato a sollecitarli dopo le scuse presentate 24 ore prima dai genitori dell'omicida. Solo lacrime e commozione, solo gli abbracci degli amici e dei parenti, hanno accompagnato il corteo funebre con la carrozza trainata dai cavalli, tradizione legata alla comunità rom, di cui Maria faceva parte.

L'omelia

«Maria è stata vittima di un uso della libertà sbagliata, di una libertà intesa come fare quello che ci pare, non curanti delle conseguenze che tale azioni hanno sull'altro», sono state le parole di don Lorenzo durante l'omelia. «Maria, anche se non è fisicamente con noi – ha sottolineato –, lascia un modo di vivere la libertà, un modo di vivere la vita che deve contagiare.

Lo spirito che abbiamo conosciuto in Maria ci viene restituito affinché possiamo continuare la vita con il suo stesso coraggio, quel coraggio di usare la libertà per costruirsi un futuro». Quel futuro che quella giovane di 22 anni non potrà mai più vedere, per colpa di quel «gesto di un folle» che ha messo fine alla vita in una notte di libertà.
Ultimo aggiornamento: domenica 6 settembre 2026, 22:19

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