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Maria Violeta Aguero Bravo arrestata a Milano, il Venezuela la rivuole per una truffa da 200mila dollari: «Non estradatela». Il pm che la accusò è finito in carcere


Una vacanza a Milano, l'arresto e da quattro mesi il carcere di San Vittore. Ma dietro il caso di Maria Violeta Aguero Bravo, imprenditrice venezuelana di 38 anni accusata nel suo Paese di una truffa da oltre 200mila dollari (172.620,00  euro), emergono elementi che rendono la vicenda molto più complessa. La difesa si oppone all'estradizione in Venezuela e sostiene che la donna rischierebbe persecuzioni e un processo non equo.

Come ricostruisce Il Giorno, Aguero Bravo è stata arrestata dalla Squadra mobile di Milano il 26 aprile, mentre si trovava in Italia per quella che lei sostiene fosse una vacanza. Il mandato era stato emesso dal Tribunale di Caracas.

La presunta truffa da 203mila dollari

L'inchiesta nasce in Venezuela e riguarda la Manatha Boutique di Barquisimeto, attività di abbigliamento e articoli di lusso gestita dalla donna insieme ad altri soci, tra cui il marito. Nel 2021 sarebbe stato messo in vendita il 70% della società per 203mila dollari. Un acquirente versò la somma in due tranche ma, secondo l'accusa venezuelana, la cessione delle quote sarebbe stata fittizia e la merce promessa non sarebbe esistita. Dopo aver ricevuto il denaro, i coniugi sarebbero partiti per il Portogallo interrompendo i contatti. La donna si è successivamente spostata con la famiglia tra Portogallo e Spagna, dove era già stata arrestata e la richiesta di estradizione era stata respinta.

L'arresto a Milano e la richiesta del Venezuela

Dopo l'arresto in Italia, la Corte d'Appello di Milano ha disposto la custodia cautelare in carcere considerando la gravità dell'accusa e il pericolo di fuga.

Il sostituto procuratore generale Laura Gay ha espresso parere favorevole all'estradizione, ritenendo che i reati contestati non abbiano natura politica. Anche l'ambasciata venezuelana è intervenuta fornendo garanzie: la 38enne, una volta rientrata, sarebbe processata esclusivamente per truffa e associazione per delinquere e le sarebbe assicurato un trattamento rispettoso della dignità umana.

La difesa: «Rischia la persecuzione»

È qui che emerge l'altra faccia della vicenda. Gli avvocati Alexandro Maria Tirelli e Francesca Gerboni, come riferisce Il Giorno, chiedono di bloccare l'estradizione e ricordano che Maria Violeta ha ottenuto protezione internazionale in Spagna. C'è poi la posizione del fratello Marcos Javier, accusato in Venezuela di reati molto più gravi: terrorismo e tradimento della patria. Anche Maria Violeta, secondo quanto riportato nella documentazione richiamata dalla difesa, sarebbe indicata come componente di un'organizzazione accusata di traffico di armi e introduzione di mercenari con finalità insurrezionali.

Il giallo del pm arrestato

A complicare ulteriormente il quadro c'è un altro elemento: il pubblico ministero venezuelano che aveva formulato l'accusa di truffa contro la donna è stato nel frattempo arrestato. Secondo quanto riporta Il Giorno, nei suoi confronti sono emerse accuse legate all'ostacolo alla giustizia e alla corruzione finalizzata a ottenere benefici processuali. Per la difesa sono elementi che devono essere valutati prima di consegnare la donna al Venezuela. Maria Violeta Aguero Bravo resta intanto detenuta a San Vittore. La Corte d'Appello di Milano dovrà decidere sull'estradizione a ottobre.


Ultimo aggiornamento: domenica 30 agosto 2026, 05:00

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