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Mario Calabresi candidato sindaco Milano: "Ci sto pensando" | Il Fatto Quotidiano.it


Mario Calabresi candidato sindaco di Milano? È lui a confermarlo: “Sì, ci sto pensando. Mi piacerebbe fare la mia parte”

Ci sto pensando. Mi piacerebbe fare la mia parte per Milano”. Le indiscrezioni circolavano da parecchio, almeno un anno. Ora la conferma arriva dal diretto interessato: Mario Calabresi sta valutando una sua possibile candidatura a sindaco del capoluogo lombardo. L’ex direttore de La Stampa e di Repubblica, 56 anni, ha partecipato ieri sera alla Festa dell’Unità di Vizzolo Predabissi – alle porte di Milano – dove, rispondendo a una domanda della giornalista Rai Francesca Martelli, ha parlato di una sua possibile corsa per Palazzo Marino.

“Sono in attesa di capire che tipo di percorso verrà deciso e se potrò fare la mia parte”, ha dichiarato Calabresi. Giuseppe Sala, nei mesi scorsi, lo aveva definito una “persona di livello”. E oggi a commentare all’Ansa la notizia è l’ex sindaco di Milano per due mandati, con il centrodestra, Gabriele Albertini: “Calabresi sarebbe imbattibile, potrebbero non fare la campagna elettorale”. Il riferimento di Albertini è al centrosinistra: “Partono con 10-14 punti di distanza da noi del centrodestra come liste, secondo le ultime elezioni e anche secondo i sondaggi più accreditati – ha spiegato – e quindi un candidato come lui praticamente riceverebbe il voto della lista, con ogni probabilità il voto dei centristi e secondo me anche molti voti disgiunti del centrodestra”.

Secondo Albertini quella di Calabresi “è una personalità assolutamente straordinaria, una persona di un livello intellettuale, di morale, di empatia, cultura”. L’unica criticità secondo l’ex sindaco di Milano potrebbe essere “la capacità gestionale, perché come direttore di due giornali importanti non è stato brillantissimo e il sindaco di una grande città è anche una figura di organizzatore, di responsabile, di amministratore delegato di una grande impresa di servizi e della quale i clienti sono anche i padroni, gli azionisti, quindi questa è l’incognita”.

Lo stesso Albertini ha spiegato che sarebbe il primo ad avere “un problema per il voto disgiunto se Calabresi fosse il candidato”. Anche perché con lui e con la sua famiglia “c’è un rapporto” che deriva dagli anni in cui è stato sindaco. “Io da sindaco ho tolto la lapide che accusava suo padre Luigi Calabresi di omicidio” nei confronti di Giuseppe Pinelli. “Le accuse poi sono state smontate in sede giudiziaria e Calabresi è stato assolto peraltro da un giudice di Magistratura democratica come Gerardo D’Ambrosio, quindi insomma una garanzia di non partigianeria”.