Il Marsiglia sta per cominciare la sua Europa League, ma per qualche settimana la possibilità di non esserci affatto è stata realmente presa in considerazione. Alla vigilia della trasferta contro il Besiktas, L’Équipe ha rivelato che la dirigenza dell’OM ha valutato durante l’estate l’ipotesi di rinunciare alla competizione dopo le sanzioni imposte dalla UEFA a giugno.
Alla fine il club francese ha scelto la strada opposta: giocare e provare a sfruttare proprio l’Europa League per aumentare i propri ricavi. Una decisione che si comprende partendo dal verdetto arrivato tre mesi fa e da un equilibrio finanziario che il Marsiglia dovrà dimostrare di aver ritrovato entro questa stagione.
Il 17 giugno la Prima Camera dell’Organo di Controllo Finanziario dei Club UEFA ha stabilito che il Marsiglia non aveva raggiunto l’obiettivo finale previsto dall’accordo sottoscritto con l’organismo europeo. L’OM non ha rispettato la football earnings rulenella valutazione relativa alla stagione 2025/26, che prendeva in considerazione i periodi contabili terminati nel 2023, 2024 e 2025.
La UEFA ha comunque tenuto conto sia dell’entità limitata della violazione sia del forte calo dei ricavi derivanti dai diritti televisivi che ha colpito il calcio francese. Il Marsiglia ha così evitato l’esclusione immediata, ma la sanzione resta pesante.
Il club ha ricevuto una multa da 6 milioni di euro e una limitazione alla possibilità di registrare nuovi calciatori nella Lista A delle competizioni UEFA per la stagione 2026/27. A queste misure si sono aggiunti altri 4 milioni di multa per il superamento del limite previsto dalla squad cost rule: nel 2025 il rapporto tra i costi della rosa e i ricavi del club è stato superiore alla soglia del 70%.
Il punto più delicato riguarda però il futuro. Se il Marsiglia non rispetterà l’obiettivo finanziario fissato per il 2026/27, scatterà l’esclusione dalla prima competizione UEFA alla quale il club si qualificherà nelle successive tre stagioni.
È in questo scenario che, secondo quanto riportato da L’Équipe, durante l’estate la dirigenza ha messo sul tavolo anche una possibilità drastica: non partecipare all’Europa League. La rinuncia avrebbe permesso al Marsiglia di alleggerire la pressione legata alla propria situazione finanziaria e al controllo UEFA. Non sarebbe stato neppure un caso completamente inedito nel calcio europeo: in passato Milan e Juventus hanno rinunciato alla partecipazione a competizioni continentali in circostanze legate ai rispettivi contenziosi con l’UEFA.
La riflessione dell’OM dipendeva anche dalla competizione alla quale avrebbe avuto accesso, e l’eventuale partecipazione alla Conference League avrebbe potuto portare il club verso una valutazione differente, proprio per il minor ritorno economico. Con l’Europa League, invece, il rapporto tra rischi e benefici è cambiato.
Rinunciare avrebbe significato eliminare una parte della pressione europea, ma anche perdere una fonte di ricavi di cui il Marsiglia ha bisogno proprio per migliorare i propri conti.
La scelta definitiva è stata quindi quella di giocare e, dietro non c’è soltanto l’ambizione sportiva. La stagione europea può produrre entrate attraverso i premi UEFA, i risultati ottenuti, l’avanzamento nella competizione e gli incassi delle partite casalinghe. Per una società chiamata a migliorare i propri parametri finanziari, rinunciare alla coppa avrebbe significato privarsi volontariamente di una potenziale fonte di ricavi.
È qui che il dilemma dell’OM assume un significato diverso. Partecipare all’Europa League comporta costi e obblighi, ma offre anche la possibilità di generare entrate aggiuntive durante la stagione. Dopo aver valutato il forfait, la dirigenza ha quindi scelto di provare a trasformare la competizione in parte della risposta ai problemi che avevano fatto nascere l’ipotesi della rinuncia.
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Il calendario garantirà al Marsiglia almeno otto partite nella fase campionato. Dopo il debutto sul campo del Besiktas, l’OM affronterà Olympiakos, Sturm Graz, Bayer Leverkusen, Levski Sofia, Celta Vigo, Celtic e Anderlecht.
Il primo appuntamento arriverà giovedì sera a Istanbul, in un contesto particolare anche sugli spalti. Il settore destinato ai sostenitori marsigliesi resterà vuoto dopo il divieto imposto dalla UEFA di vendere biglietti ai propri tifosi per la successiva trasferta europea, conseguenza dell’utilizzo di fumogeni nella partita di Champions League contro il Bruges dello scorso gennaio.
Ma la partita contro il Besiktas avrà soprattutto un significato diverso alla luce di ciò che è accaduto durante l’estate. Il Marsiglia entra in una competizione alla quale aveva pensato di rinunciare e lo fa sapendo che i risultati ottenuti fuori dalla Francia possono avere conseguenze che vanno oltre il campo.
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L’OM ha una stagione per riportare i propri parametri finanziari entro gli obiettivi stabiliti dalla UEFA. Tre mesi dopo una multa complessiva da 10 milioni e con una possibile esclusione futura ancora legata al rispetto di quei parametri, l’Europa League non è soltanto un altro torneo da aggiungere al calendario. Può diventare uno degli strumenti con cui il Marsiglia prova ad allontanare quella stessa minaccia.