Il sistema scolastico italiano tiene nel confronto internazionale, ma il quadro cambia nettamente quando si guarda alle differenze territoriali. È soprattutto nel Sud, macroarea nella quale rientra anche la Puglia, che la rilevazione Ocse Pisa 2025, presentata ieri, registra le criticità più marcate nelle competenze dei quindicenni. Il dato più pesante riguarda la matematica. Nella macroarea Sud il punteggio medio è di 437 punti, contro i 468 dell’Italia e i 463 della media Ocse. Nel Nord Ovest si arriva invece a 492 punti e nel Nord Est a 489: tra Nord Ovest e Sud il divario è quindi di 55 punti. Ancora più immediata è la lettura attraverso i livelli di competenza. Nel Mezzogiorno, il 44% degli studenti non raggiunge il Livello 2, considerato la soglia di base in matematica. La quota scende al 40,8% nel Sud Isole, al 30,8% nel Centro, al 23,3% nel Nord Est e al 21,9% nel Nord Ovest.
Nel Mezzogiorno, dunque, quasi un quindicenne su due resta sotto la soglia minima. Il divario emerge anche nella lettura. A livello nazionale l’Italia ottiene 474 punti, significativamente più della media Ocse di 461. Il risultato italiano è comparabile a quello della Finlandia ed è superiore, tra gli altri, a Svezia, Germania, Portogallo, Danimarca, Francia, Spagna e Paesi Bassi. Ma anche qui il dato medio nazionale nasconde forti differenze interne. Nel Sud il 34,2% degli studenti è sotto il Livello 2, contro il 16,2% del Nord Ovest, il 19,2% del Nord Est e il 24,3% del Centro. Il Sud Isole si colloca al 31,9%. Invalsi sottolinea che le distanze territoriali nei punteggi medi si sono attenuate rispetto al passato, ma restano differenze importanti nella distribuzione dei livelli di competenza. Il quadro è simile nelle scienze, che rappresentano il dominio principale di Pisa 2025.
L’Italia è complessivamente in linea con la media Ocse e contiene meglio il fenomeno delle basse competenze: a livello nazionale il 22% degli studenti non raggiunge il livello base, contro il 25% circa della media Ocse. Più ridotta, però, anche la quota delle eccellenze, pari al 4% contro il 7% Ocse. Nella macroarea meridionale, però, gli studenti più in difficoltà in scienze salgono al 32,3%, contro il 14,4% del Nord Ovest, il 16,7% del Nord Est e il 22% del Centro. Il Sud Isole si ferma al 29,6%. Anche la quota dei top performer scende: nel Sud è appena il 2%, mentre nel Nord Est raggiunge il 6,6% e nel Nord Ovest il 6,3%. Il rapporto nazionale sottolinea infatti che «le criticità si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno». Il dato va letto correttamente: Pisa 2025 non fornisce, in questi materiali, un punteggio autonomo per la Puglia. La regione rientra però nella macroarea statistica Sud, insieme ad Abruzzo, Molise e Campania.
A livello nazionale, invece, il quadro è più favorevole. In matematica l’Italia raggiunge 468 punti contro 463 dell’Ocse, una differenza che non è statisticamente significativa. Il 69% degli studenti italiani raggiunge almeno il livello base, contro circa il 65% della media Ocse. In lettura la performance italiana è ancora più positiva: 474 punti contro 461, con il 76% degli studenti almeno al Livello 2 rispetto al 69% Ocse. Anche nelle scienze la tenuta italiana è uno degli elementi evidenziati da Invalsi. Tra il 2022 e il 2025 il rendimento medio resta sostanzialmente stabile e, nel lungo periodo, l’Italia mantiene i propri livelli mentre la media internazionale diminuisce. È proprio questo contrasto a rendere significativo il risultato per il Mezzogiorno. L’Italia nel suo complesso resiste al peggioramento internazionale, ma il Sud continua a presentare una concentrazione molto più elevata di studenti sotto la soglia di competenza di base. Il fenomeno non dipende soltanto dal territorio. Il rapporto mostra differenze molto forti anche tra i diversi percorsi scolastici. In matematica i licei raggiungono 501 punti, gli istituti tecnici 449, la formazione professionale 392 e gli istituti professionali 386. La distanza tra licei e professionali arriva quindi a 115 punti. Le disuguaglianze si intrecciano poi con il contesto familiare. Lo status socioeconomico e culturale è associato a circa l’11% della variabilità dei risultati in scienze e matematica e al 10% in lettura. Tra studenti avvantaggiati e svantaggiati la distanza raggiunge 80 punti nelle scienze e 79 in lettura e matematica. Tra gli studenti socioeconomicamente svantaggiati, inoltre, resta sotto il livello base il 36% in scienze e il 38% in lettura; in matematica la situazione è ancora più critica, con quasi uno studente svantaggiato su due sotto la soglia minima.