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Mattarella ad Amatrice, ci sono due liceali cagliaritani: «Grande emozione»  - L'Unione Sarda.it


Commemorazione.

22 settembre 2026 alle 00:35

«La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti. È aperta a tutti: così dispone l'articolo 34 della Costituzione». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel corso del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico all'Istituto "Sergio Marchionne", ad Amatrice, in occasione del decimo anniversario del terremoto. «La scuola, ha ricordato il capo dello Stato nel suo discorso, «deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell'incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale». Il presidente della Repubblica è stato accolto con grande calore dai tantissimi studenti che rappresentavano idealmente tutte le scuole italiane. Tra loro, i sardi Sergio Zannol, 18 anni, e Carlotta Ligas, 17 anni, del liceo classico “Dettori” di Cagliari nel gruppo dei cento ragazzi che ha salutato Mattarella con una messinscena basata sulla tecnica del body tapping. «Ci siamo preparati per una settimana nella palestra della scuola di Amatrice», hanno spiegato Sergio Zannol e Carlotta Ligas. «È stata un’esperienza esaltante. Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere tanti coetanei facendo amicizia con molti di loro, è strano come in così pochi giorni si possano stringere legami così forti». E sul momento speciale dell’incontro con il capo dello Stato: «La possibilità di stringere la mano al nostro Presidente ha rappresentato per noi un’emozione difficile da spiegare». Sergio e Carlotta tornano a casa con un tesoro di ricordi da custodire: «Questi incontri aprono la mente e ci migliorano sotto tutti i punti di vista. Porteremo per sempre il ricordo dei giorni trascorsi ad Amatrice nel nostro cuore». Sergio Zannol nei mesi scorsi era stato uno dei protagonisti a Sanremo dell’iniziativa "Scuola futura”. In un’altra occasione a Udine, insieme ad altri studenti, ha tenuto viva la memoria del terremoto in Friuli nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantennale della tragedia.

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