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Matteo Salvini gela i frondisti: 'La Lega è una, chi non è d'accordo non la rappresenta' - Notizie - Ansa.it


Matteo Salvini non ne parla per un'ora di intervista. Ma sotto il palco del Caffè della Versiliana, a Marina di Pietrasanta, in pochi secondi gela i 'suoi' più ribelli: "Ben vengano le riflessioni ma la Lega è il partito del nord, del centro, del sud. Se ci sono alcune persone che la pensano in maniera diversa, viva la democrazia. Però non è il partito. Il partito è qua oggi". Dal parco della Versiliana che lo accoglie in un pomeriggio torrido, il leader della Lega traccia i confini.

Da un lato c'è chi crede che la Lega sia una sola, e coincide con il partito nazionale che proprio il 'capitano' ha voluto più di tutti. Dall'altra c'è chi incoraggia divisioni e differenze, ma è fuori dal Carroccio. Avvisa così chi ha aperto una fronda contro la sua leadership, covata per mesi ed esplosa una settimana fa con la richiesta ardita di un passo indietro. In camicia di lino a maniche lunghe, Salvini sale sul palco e scherza sul "freschino" del clima. Un gancio per ringraziare i presenti di essere comunque lì. Non c'è il pienone e in prima fila spiccano i parlamentari toscani, Susanna Ceccardi in testa, oltre al fidatissimo Andrea Crippa. All'altro suo ex toscano di fiducia, ossia Roberto Vannacci, riserva solo una frecciatina sulla legge elettorale: "Ora dice di essere assolutamente contro i listini bloccati'. Amico mio, una cosa mi avevi chiesto: il tuo uomo capolista bloccato".

Non commenta invece l'ennesima provocazione dell'ex generale che sui social cita un sondaggio e vanta un nuovo traguardo del suo partito: secondo Winpoll, Futuro Nazionale sale al 7,8% e diventa il secondo partito di centrodestra, dopo FdI. Vannacci quindi chiosa: "Non credo ai sondaggi ma direi che il 'patriarcato mediterraneo' porta bene". Per il resto Salvini spazia su quasi tutto. Non molla sulla tassa sugli extraprofitti delle banche e assicura che proverà a portare la flat tax per le partite Iva a 100 mila euro. Parla della revoca della cittadinanza agli immigrati che delinquono e dell'impegno sul ponte sullo Stretto. Sul fuoco amico, o presunto tale, il messaggio è confinato all'inizio ma inequivocabile. Parole attese con particolare attenzione dall'ala frondista. Quella che fa capo al Nord e ai governatori più attivi nel chiedere un rinnovamento. In testa c'è Attilio Fontana dalla Lombardia, la terra dove il partito è nato e dove una settimana fa si è consumato lo scontro più inatteso e feroce.

Nel Direttivo convocato ad hoc, molti hanno alzato la voce e la lamentela è stata comune: per risalire la china, serve una guida più condivisa - è la formula più diplomatica - o direttamente un passo indietro di Salvini. E facendo spazio a "chi "ha più appeal e feeling con il territorio e gli elettori", sono le parole del segretario della Lega lombarda, Massimiliano Romeo. Tradotto: Fontana, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga (quest'ultimo finora più defilato). I tre stanno continuando a sentirsi anche in questi giorni, assicura chi gli è più vicino. E sarebbero sempre più tentati, a questo punto, dalla voglia di dare un segnale concreto, avanzando una richiesta formale di cambiamento dal palco di Pontida il 20 settembre o perfino prima. E il format immaginato - riferiscono i più informati - sarebbe quello del triumvirato che potrebbe traghettare il partito fino alle politiche o a un prossimo congresso.

Di certo il fatto che il 20 agosto Fontana e Romeo saranno sullo stesso palco della Versiliana mette in allerta in molti nel partito, nel timore di nuovi affondi. Una tensione che ormai va oltre la Lombardia. E contagia ad esempio la provincia di Verbania: qui il segretario territoriale Enrico Montani - nella Lega dal 1990 - arriva a dire: "Oggi, purtroppo, la Lega è una fuoriserie senza autista". Sulla situazione infierisce il Patto per il nord, ex leghisti o espulsi che al 'capitano' riservano l'ennesima staffilata: "Vuole affossare il partito".

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