Oltre 14 mila studenti conquistano il massimo dei voti, ma la mappa dell'eccellenza scolastica ribalta completamente i dati sulle competenze reali pubblicati tre settimane fa. Calabria e Puglia sfondano il 6% di lodi, mentre la Lombardia si ferma all'1%. Il classico si conferma in vetta
I dati ufficiali dell’esame di Maturità 2026 segnano un vero e proprio boom di 100 e lode, sfondando il tetto dei 14 mila promossi con encomio (il 2,9% del totale degli studenti, con oltre trecento lodi in più rispetto allo scorso anno). Un quadro che però continua a scontrarsi in modo stridente con la realtà delle competenze misurate a livello nazionale. A colpire con maggiore evidenza, infatti, è la riconferma di una geografia del merito totalmente capovolta rispetto agli esiti delle prove Invalsi diffusi appena tre settimane fa: le regioni che fanno incetta delle percentuali più alte di lodi e pieni voti sono esattamente quelle che nelle rilevazioni di primavera hanno registrato le performance più basse nei test di italiano e matematica.
Il paradosso del sistema di valutazione italiano si consuma sull’asse Nord-Sud con distanze che restano abissali. In cima alla classifica delle lodi svettano a pari merito la Calabria e la Puglia, capaci di raggiungere la quota del 6,1% di 100 e lode sul totale dei propri candidati. Se si sommano le lodi ai semplici 100/100, la Calabria arriva all’incredibile percentuale del 16% di diplomati con il massimo dei voti, seguita a breve distanza dalla Puglia al 14%. Numeri altissimi si registrano anche in Sicilia (4,7% di lodi) e in Campania (4,4%).
Cifre che appaiono lontane anni luce se confrontate con i dati delle regioni settentrionali: la Lombardia chiude con un risicato 1% di lodi (e il 2,8% di 100), il Veneto si attesta all’1,4% (con il 3,5% di 100) e il Piemonte si ferma all’1,6% (5% di 100). Nel Centro Italia continua a fare storia a sé l’Umbria, che si aggancia ai picchi del Sud toccando il 4,7% di lodi, mentre il Lazio registra un più contenuto 2,3%. Si rinnova così la distorsione per cui le aree geografiche con le maggiori carenze di apprendimento certificate dalle rilevazioni nazionali finiscono per essere quelle che licenziano la quota più alta di maturi con lode.
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Al di là della spaccatura territoriale, il bilancio della Maturità 2026 mette in luce un riassestamento nelle fasce di voto più alte. A fronte dell’aumento dei diplomati con lode, si assiste infatti a una flessione vistosa dei 100/100 senza lode: la quota si riduce al 5,3% rispetto al 7,1% dello scorso anno. Per quanto riguarda le tipologie di istituto, i licei si confermano la fucina principale dei voti massimi. Il liceo classico mantiene la prima posizione assoluta con l’8% degli studenti in grado di conquistare la lode, seguito dallo scientifico al 6,1%. Torna invece a quota 6% il liceo internazionale, ridimensionando l’exploit fatto registrare nella sessione precedente.