Le urla della figlia Bianca, poi la colluttazione. È la notte di terrore vissuta da Max Laudadio nella sua casa nel Varesotto, tra il 30 e il 31 agosto 2026. Poche ore dopo aver festeggiato il suo 55esimo compleanno, alle 4.40 del mattino, un uomo fa irruzione nell'abitazione e aggredisce lo storico inviato di Striscia la notizia. In collegamento dalla Sardegna con La volta buona, Laudadio racconta quegli attimi di paura.
«In quelle occasioni non pensi a cosa stai facendo. Ho sentito le urla di mia figlia in camera e ho visto il nero davanti agli occhi», racconta Max. È sceso per raggiungerla e si è trovato davanti un uomo di circa trent'anni, che conosceva: «Era un campione di arti marziali, allenato e pronto a tutto».
Quella sera, però, Max ospitava anche la figlia Bianca, che aveva deciso di fermarsi a dormire dopo i festeggiamenti, e il fidanzato Mattia, a sua volta atleta: «Fortunatamente quella sera non ero solo», confessa Laudadio. In due sono riusciti a fermare l'uomo, dopo una colluttazione durata, secondo il suo racconto, «21 minuti».
Il pericolo, però, non è finito con l'arrivo delle forze dell'ordine.
Il giorno successivo è subentrata la paura per ciò che sarebbe potuto accadere: «In quelle situazioni può succedere di tutto». Le conseguenze hanno avuto ripercussioni anche nella vita quotidiana della famiglia: «Mia figlia non vuole più entrare in casa, noi siamo andati via».A preoccupare ulteriormente la famiglia è il fatto che l'uomo ora sia a piede libero «È assurdo che dopo che una persona viene colta in flagranza di reato, fa violazione di domicilio e aggredisce delle persone venga lasciata libera», commenta.
Sebbene Max sia stato quello ad avere la peggio durante la colluttazione, è convinto che l'obiettivo dell'uomo fosse sua moglie Loredana Bonora, prima cittadina di Cuasso al Monte: «Qualcuno che vorrebbe rifarsi su di me non verrebbe a casa mia. Mia moglie è una sindaca scomoda, sta cambiando questo paese e verso di lei è nata una campagna d'odio violenta», spiega a Caterina Balivo.
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