Quasi cinquemila l'hanno indicata come prima scelta. Altri 4.300 la frequenteranno per il semestre aperto. E con 1.918 posti disponibili per Medicina in lingua italiana, 174 in più rispetto allo scorso anno, la Sapienza si conferma il primo ateneo d'Italia anche per capacità di accoglienza. Roma resta così al centro della nuova mappa di Medicina, ridisegnata per il secondo anno della riforma voluta dalla ministra dell'Università Anna Maria Bernini che ha mandato in pensione il vecchio test d'ingresso.
Per l'anno 2026/2027 i posti complessivi salgono a 27.001, quasi tremila in più in un anno e oltre 11mila in più rispetto al 2022/2023. Una crescita che porta il rapporto tra disponibilità e domanda ai livelli più favorevoli degli ultimi anni: gli iscritti al semestre aperto sono oltre 52mila e, almeno sulla carta, quasi uno su due potrà proseguire Medicina dopo gli esami ed entrare nella graduatoria nazionale.
A guidare la classifica è ancora il più grande ateneo romano. Guardando ai posti attribuibili dopo il semestre filtro per i corsi in italiano, la Sapienza passa infatti dai 1.744 dello scorso anno a 1.918: 1.573 a Roma, 226 a Latina e 119 a Rieti. Un incremento di 174 unità che la mantiene nettamente davanti agli altri grandi atenei pubblici. Ma a raccontarne il peso sono anche le preferenze espresse dagli studenti. Circa 4.300 hanno scelto la Sapienza come sede per il semestre aperto, il dato più alto d'Italia, mentre quasi cinquemila l'hanno indicata come prima scelta per l'immatricolazione vera e propria una volta superata la selezione nazionale.
A Tor Vergata, invece, gli iscritti al solo corso di Medicina sono circa 1.050. Sul fronte dei posti in lingua italiana l'ateneo scende da 740 a 580, 160 in meno. A incidere è soprattutto l'uscita della sede di Tirana dal canale italiano: il polo albanese resta attivo per Medicina in inglese. Un filone che quest'anno cresce complessivamente di 405 posti, 65 dei quali alla Sapienza.
Roma guida, ma l'aumento dei posti per medicina deciso per il nuovo anno accademico ridisegna la geografia delle facoltà pubbliche da Nord a Sud. Alle spalle della Sapienza c'è l'Università della Campania Luigi Vanvitelli, che tra Napoli, Caserta e Castel Volturno guadagna 100 posti e raggiunge quota 840. Subito dietro Bologna e la Federico II di Napoli, entrambe a quota 835. A crescere è soprattutto il Mezzogiorno. Palermo, con anche la sede di Caltanissetta, passa da 715 a 822 posti, 107 in più. Catanzaro, insieme a Crotone, sale invece da 573 a 658, guadagnandone 85.
Ma gli aumenti attraversano tutta la Penisola. Modena e Reggio Emilia guadagna 66 posti, Bologna 65, Milano Statale e Ferrara ne aggiungono 60. Più contenuti gli incrementi di Chieti-Pescara, Molise, Insubria e Firenze. Restano invece sugli stessi numeri dello scorso anno Trento e, tra i non statali, Lum, San Raffaele e Campus Bio-Medico di Roma. Pisa registra una lieve flessione di quattro posti.
È l'effetto di un percorso di crescita avviato negli ultimi anni e proseguito con la riforma dell'accesso voluta dalla ministra Bernini. Rispetto al 2022/2023, quando i posti erano circa 16mila, oggi le possibilità di ingresso sono oltre 11mila in più. Il secondo anno del semestre aperto parte dunque con una platea ancora più ampia, ma con una selezione numericamente meno stretta rispetto al passato. Gli studenti seguono i tre insegnamenti comuni di Biologia, Chimica e propedeutica biochimica e Fisica e sostengono gli esami prima della formazione della graduatoria nazionale. È quella a stabilire chi potrà proseguire Medicina e in quale sede, tenendo conto delle preferenze indicate.
Solo dentro questa crescita complessiva emerge poi il balzo delle università non statali. L'incremento più consistente in valore assoluto è quello di Link Campus: da 800 a 1.200 posti in un anno, 400 in più. Il polo principale è a Roma, con 480, mentre gli altri sono distribuiti tra Novedrate, Pescara, Matera, Frosinone, Fano, Città di Castello, Ascoli Piceno e la nuova sede di Pietra Ligure. Sale anche la Kore di Enna, che con le nuove sedi di Ragusa e Siracusa passa da 416 a 632 posti, 216 in più. La Parthenope di Napoli sale invece da 88 a 150. Numeri che allargano ulteriormente la possibilità di accesso, senza però cambiare il vertice della classifica.
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