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Medicinali venduti come droga, allarme a Cagliari: i sequestri di Rivotril, Lyrica e ossicodone - L'Unione Sarda.it


Farmaci venduti nelle piazze come droghe per essere assunti insieme ad altre sostanze stupefacenti. È il caso degli ultimi sequestri effettuati dai poliziotti della Squadra Mobile di pastiglie e capsule di Rivotril e Lyrica, due medicinali acquistabili in farmacia esclusivamente con una ricetta medica. Vengono prescritti principalmente per il trattamento di epilessia e ansia, ma il loro abuso può avere conseguenze molto pericolose e creare dipendenza.

Il mercato

Il fenomeno sta prendendo sempre più piede, soprattutto nell’ultimo anno, con diversi casi registrati principalmente tra piazza del Carmine e piazza Matteotti, in piena “zona rossa”. Le ultime operazioni della polizia hanno evidenziato che a vendere e ad acquistare i farmaci sono principalmente giovani di origine algerina. Dietro non ci sarebbero grossi traffici, anche se una singola pastiglia di Rivotril o di Lyrica viene venduta a 10 euro. Vengono assunte per i loro effetti rilassanti e sono spesso abbinate ad altre sostanze, dall’alcol fino alle droghe come hascisc e cocaina. E allora non è un caso che durante le recenti perquisizioni in strada gli agenti abbiano trovato droga e pasticche insieme. Secondo le ipotesi degli investigatori, gli spacciatori si procurano le pasticche direttamente in farmacia attraverso delle false prescrizioni mediche. Le differenze

Gli oppiacei

Finora a Cagliari non ci sono stati sequestri di Fentanyl, il farmaco ormai definito come “la droga degli zombie”. Anche in questo caso si tratta di un medicinale e viene prescritto per il trattamento analgesico del dolore, ma per via dei suoi effetti ha preso piede tra i più giovani prima negli Stati Uniti fino ad arrivare in Asia ed Europa. Tra le pasticche ritrovate dalla Polizia del capoluogo ci sono, invece, quelle di ossicodone, un potente farmaco antidolorifico oppiaceo. Ne erano state ritrovate ben 300 a maggio durante degli arresti in piazza del Carmine e, secondo le ipotesi degli investigatori, erano destinate alla vendita. 

Roberto Carta

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