Riparte dal Masters 1000 di Montreal la stagione sul cemento di Daniil Medvedev. Il tennista russo si riaffaccia nel circuito dopo un opaco Wimbledon, culminato con l’eliminazione al terzo turno per mano di Jan Lennard Struff, e a seguito della separazione dal coach Thomas Johansson dopo meno di un anno di lavoro insieme.
Del suo ritorno in campo dopo la parentesi sull’erba, Medvedev ne ha parlato direttamente ai microfoni del media russo Bolshe-Tennis.
L’ultima apparizione ufficiale del tennista russo risaliva allo scorso 3 luglio. Un mese intero di stop in cui Medvedev ha staccato la spina prima di riprendere contatto con la racchetta: “Prima sono andato in vacanza con la mia famiglia in Turchia, ci siamo divertiti molto. Poi sono tornato ad allenarmi. Ovviamente il cambio di superficie non è mai semplice; bisogna sempre cercare di stare attenti alla salute, che è la cosa più importante. Perché puoi giocare male o puoi giocare bene, ma se non sei in salute non giocherai in nessun modo.“
La novità più rilevante di questo periodo è stata senza dubbio l’interruzione della partnership con Johansson. “Chiaramente non è mai facile interrompere una collaborazione con qualcuno, specialmente quando è stata una buona collaborazione. Ci sono stati molti ottimi risultati, sono quinto nella Race e sono davvero molto grato a Thomas per tutto.”
Una scelta di cui il russo si assume la piena paternità, pur senza dimenticare il lavoro fatto insieme: “A volte ci sono semplicemente delle motivazioni che ti nascono in testa e ti sembra che in questo modo sarà meglio, perché tutto ciò che fai lo fai cercando di migliorare la tua situazione. Se sia la scelta giusta o meno puoi saperlo solo dopo, ma a volte nella vita bisogna prendere delle decisioni.”
Il russo sottolinea come non ci sia nessun dramma nè strascico polemico dietro l’addio: “Ad ogni modo siamo in ottimi rapporti, sono sicuro che presto riapparirà nel tour con qualcuno di nuovo e io sarò con qualcuno di nuovo, quindi è semplicemente la vita sportiva: niente di nuovo, nessun rancore, va tutto bene“. Per quanto riguarda il futuro dello staff, Daniil lascia intendere che si avranno aggiornamenti già nel breve periodo: “Forse durante il torneo di Montreal o dopo il torneo vi diremo qualcosa in più su cosa accadrà da Cincinnati in poi.”
In Canada Medvedev si presenta con un team ridotto. “Sono qui con il mio preparatore atletico e c’è anche uno dei miei migliori amici, che vive in Canada, a Toronto. Giocava a tennis in passato, quindi mi dà una mano e stiamo trascorrendo del tempo insieme. A volte è molto importante per cercare di giocare bene.“
I primi allenamenti in terra canadese del tennista russo avevano fatto scattare qualche campanello di allarme tra gli addetti ai valori a causa di un vistoso taping alle ginocchia. Medvedev ha voluto rassicurare tutti: “Non è facilissimo cambiare superficie dopo l’erba. Le ginocchia mi facevano leggermente male. Ho provato a mettere il taping per vedere se facevano meno male, ma con il tape facevano ancora più male, quindi niente tape! Però non c’è da preoccuparsi, dovrebbe essere tutto a posto”
Infine, Medvedev ha espresso la sua opinione sull‘anomalia di questo Masters 1000, caratterizzato dal forfait contemporaneo di Alcaraz, Sinner e Djokovic. “Ognuno ha le sue ragioni. Alcaraz ha un infortunio al polso, ha saltato anche due Grandi Slam eccetera. Per quanto riguarda Sinner, quando vinci tutti i tornei di fila — e posso capirlo — giochi tornei per molto tempo, hai vinto, non hai molto tempo per riposarti. È chiaro che il suo obiettivo principale è l’US Open e ha fatto questa scelta per prepararsi al meglio per l’US Open. Per quanto riguarda Novak, ha 39 anni, l’età si fa sentire e deve scegliere i tornei in cui può giocare bene. Ho visto che ha intenzione di venire a Cincinnati, ed è già una buona cosa; pensavo che potesse andare direttamente all’US Open. Ognuno ha la sua storia, il tabellone è comunque di livello e spero che vinca il migliore.“