Il consiglio comunale di Melito, appena insediato, sostiene la petizione di trecentocinquanta genitori dell’istituto comprensivo Mauriello-De Curtis, per l’attivazione delle procedure finalizzate alla dichiarazione di incompatibilità ambientale della dirigente. La richiesta alla Direzione scolastica regionale mette d’accordo maggioranza e opposizione. La sindaca Dominique Pellecchia è vicina alle centinaia di genitori che hanno attuato la clamorosa protesta, firmando un documento in cui vengono decritti «diciassette punti critici», che sarebbero alla base dell’iniziativa.
Subito a lavoro il neo assessore alla pubblica istruzione Raffaele Caiazza. «Attendiamo di essere ricevuti dalla direzione dell’Ufficio scolastico regionale – dice – ma da tre settimane la nostra richiesta giace inevasa sulle scrivanie». Secondo il dossier inviato all’ex Provveditorato agli Studi di Napoli, i genitori lamentano «una serie di spiacevoli episodi» che sarebbero avvenuti negli anni all’interno dell’istituto comprensivo, dove spesso sono intervenute le forze dell’ordine per sedare gli animi di genitori esasperati da una gestione scolastica che non garantirebbe la serena ed efficiente fruizione dei servizi scolastici.
«Le segnalazioni ricevute dalle famiglie – scrive la sindaca alla direttrice delle scuole regionali – non rappresentano episodi isolati, bensì il culmine di un progressivo e allarmante deterioramento del clima scolastico, che negli ultimi due anni, a seguito del dimensionamento della rete che ha accorpato il primo e terzo circolo didattico, ha causato in questo comprensivo un verticale e preoccupante crollo delle iscrizioni, con conseguente perdita di numerose classi e sezioni di scuola di infanzia e primaria, generando un esodo massiccio dell’utenza verso istituti di comuni vicini o verso l’altro Comprensivo cittadino, che mantiene invece intatta la propria platea scolastica».
Ferma la presa di posizione della nuova amministrazione municipale sulla delicata questione. «Le istituzioni che rappresentiamo – aggiungono l’assessore e la sindaca – non possono restare inerti dinanzi al grido d’aiuto di centinaia di famiglie, in un territorio complesso e fragile sotto il profilo socio-economico. La scuola deve rappresentare il principale presidio di legalità, inclusione e riscatto sociale. Quando la gestione di un istituto genera esasperazione e tensioni, che richiedono spesso l’intervento delle Forze dell’ordine, significa che il patto educativo tra scuola e territorio è drammaticamente infranto».
Dall’istituto sotto accusa non filtrano commenti, preferendo forse il silenzio. Tra i punti critici evidenziati nella nota del Comune «l’assoluta mancanza di comunicazione e trasparenza tra famiglie e dirigenza; l’inaccessibilità degli uffici di segreteria per genitori lavoratori; l’ingiustificata inibizione dell’uso della palestra del plesso De Curtis; la dismissione di strumentazioni tecnologiche avanzate; la gestione delle assenze e dei docenti di sostegno per alunni diversamente abili; i gravissimi episodi documentati di mancata vigilanza, che hanno visto minori eludere la sorveglianza e allontanarsi dai plessi scolastici».