"Il governo più stabile non è per forza anche il più capace, il governo più stabile è semplicemente quello che ha avuto più tempo degli altri per essere giudicato e quel giudizio siete voi con questa presenza e questo entusiasmo. Siete voi insieme ai milioni di italiani ancora al nostro fianco. Di questo dobbiamo andare fieri, non di governare da 1.413 giorni, ma di avere ancora un consenso più alto di quello che avevamo il primo giorno". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel comizio alla festa organizzata a Bari da FdI per il record di longevità del suo governo.
"Noi non stiamo insieme per battere l'avversario", come quelli che "dopo un'eventuale vittoria non sanno cosa fare. Noi stiamo insieme per costruire idee. Chi si allea per costruire idee dopo 1.413 giorni ha ancora una lista di cose da fare, ecco la differenza", ha proseguito, sostenendo che "la stabilità è la prima grande riforma. L'Italia ha smesso di essere il caso sorvegliato in Europa. Eravamo quelli che cambiavano governo di continuo, ai tavoli internazionali gli interlocutori internazionali dicevano 'ora questo quanto dura?'. Chi viene trattato così non può trattare, non può far valere il proprio interesse".
"Con la stabilità - ha aggiunto - si può dettare le scelte invece di subirle, puoi indicare la rotta". "C'è da dire che non siamo stati esattamente fortunati in questi 4 anni", ha proseguito citando i punti salienti del governo dal caos in Medioriente, a Hormuz, dai prezzi impazziti del carburante, alla frana di Ischia, l'alluvione in Emilia Romagna, il terrorismo, le baby gang. "Non c'è mancato niente - ha aggiunto - però lo dico solo per ricordare a ognuno di noi che una nazione senza una guida avrebbe pagato un prezzo altissimo, i cittadini lo avrebbero pagato, la stabilità non è stata un vezzo ma uno scudo, grazie a questa stabilità abbiamo protetto questa nazione".
"Ci sono stati giorni in cui mi è sembrato di nuotare dentro la colla ma non ho mollato mai e non intendo farlo adesso", ha affermato la presidente del Consiglio. "Alla nostra classe dirigente dico che dobbiamo fare più e meglio, ma a chi intende ostacolarci dico 'mettetevi comodi, non avete capito con chi avete a che fare'".
"Io continuo a credere che le pagine più belle di questa storia ancora debbano essere scritte. Il nostro traguardo non è mai stato diventare il governo più longevo della storia, ma un'Italia in cui chi ha un'idea possa realizzarla, chi lavora possa mettere su casa, in cui nessuno è costretto ad andarsene e in cui chiunque si senta fiero di essere italiano, in cui chi è partito possa trovare mille ragioni per tornare. Il nostro traguardo è un'Italia che non chiede più il permesso a nessuno", ha sottolineato nel discorso.
"Lo so che è più di quello che abbiamo fatto finora, che quattro anni non bastano, ma non intendo arrendermi o accontentarmi, perché questa nazione lo merita e finché avrò l'onore e la possibilità di farlo continuerò a combattere e a rilanciare. Anche quando sarà difficile. Quando tra qualche decennio - ha aggiunto - qualcuno racconterà questi anni voglio che si dica che c'è stato un momento in cui questa nazione ha smesso di rassegnarsi, voglio che si dica che è successo perché una generazione di italiani, non la più ricca, più protetta o titolata, ha deciso di spingersi oltre quello che gli altri consideravano possibile, rischiando quello che c'era da rischiare". "Quella generazione siete voi ed è un onore per me servire al vostro fianco", ha sottolineato Meloni rivolta alla folla, concludendo il suo intervento.
Il governo, ha proseguito, ha mantenuto "i conti in ordine" e lo ha fatto fatto "perché siamo veri patrioti, distanti anni luce da chi ha devastato conti stato con misure tipo Superbonus".
Dopo il taglio delle accise sui carburanti, "altri provvedimenti sono in arrivo, ma questa volta saranno mirati: non possiamo permetterci di spendere soldi per darli a chi non ne ha bisogno o viene a fare benzina dalla Francia", ha detto poi durante il comizio ed ha annunciato: "Non abbiamo protetto le nostre imprese dai dazi Usa per lasciarli in balia della burocrazia italiana. Lo abbiamo dimostrato al Sud con la Zes: oggi un imprenditore non aspetta anni e implora un timbro, ma ha un solo sportello. Vogliamo applicare un meccanismo come questo su tutto il territorio nazionale". "Sono contenta - ha aggiunto - che il Pd prima diceva che era un carrozzone, e ora dice che vuole estendere la Zes, quindi sono contenta perché voteranno con noi".
Con la riforma della legge elettorale "proponiamo che alle prossime elezioni e a quelle da qui in avanti i cittadini possano scegliere coalizione, programma e candidato premier da proporre al capo dello Stato, e chiunque vince ha i numeri per governare 5 anni: niente ribaltoni, niente governi nel palazzo come vorrebbe fare il Pd anche questa volta, niente compromessi ma governi scelti dai cittadini".
"L'ex Ilva è la questione più complessa, vede sul territorio chi vorrebbe la sua chiusura e chi vorrebbe valorizzare il suo valore, abbiamo fatto sforzi per garantire la prosecuzione delle attività anche con molte risorse che sono state investite, continueremo a farlo con realtà locali, sindacati, associazioni datoriali, il nostro obiettivo è tutelare la salute pubblica ma anche preservare un patrimonio industriale importante per Puglia e nazione intera".
Sui migranti, ha proseguito, "dicevano che le nostre proposte" sulla gestione dei migranti "erano impresentabili, fuori dalla civiltà giuridica europea. Annuncio che oggi quelle posizioni sono legge europea, sono la civiltà giuridica europea". Ha quindi fatto riferimento ad alcune iniziative tra cui "la possibilità di aprire centri rimpatri fuori dall'Unione, esattamente i centri in Albania. Ci hanno chiamato estremisti per anni, poi - ha aggiunto - hanno copiato tutto, ecco cosa significa contare a Bruxelles, cosa significa far contare la destra".
"In Italia c'è una legge sola ed è la legge italiana, non esiste un pezzo di questa nazione dove valgono altre regole, non esiste una periferia, un quartiere, un pezzo di strada in cui una ragazza deve chiedere permesso per studiare, per vestirsi come vuole, amare chi vuole, la libertà delle donne in Italia non è negoziabile, non esistono luoghi di culto che si sottraggono ai doveri di trasparenza che valgono per tutti gli altri e non esiste un grammo di tolleranza per propaganda fondamentalista e per chi organizza cellule jihadiste sul nostro territorio", ha aggiunto.
"Sulla sicurezza so che da noi ci si aspetta di più ma ripeto che tutta la catena deve funzionare. Se facciamo le leggi, le forze dell'ordine lavorano e poi dopo 48 ore un giudice rimette in libertà un uomo accusato di aver violentato una bambina di 13 anni, la catena si spezza e il lavoro diventa inutile. Chiedo a chiunque prenda uno stipendio pagato con i soldi delle tasse degli italiani di aiutarci a difendere sicurezza degli italiani", ha concluso.
"Scusate, era mia figlia". Si è scusata così la premier, Giorgia Meloni, dopo aver interrotto per qualche istante il lungo comizio dal palco del porto di Bari, all'evento di Fratelli d'Italia per celebrare il record di esecutivo più longevo della Repubblica. "Ha chiamato tre volte", ha aggiunto dopo aver risposto al cellulare e aver bisbigliato poche parole per dire 'ti richiamo'.
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