"È evidente che pensavo sarebbe stato più facile con lui, viste le nostre posizioni convergenti su immigrazione e cultura 'woke'", ha detto la premier al quotidiano statunitense, "ma le cose sono andate diversamente. Sentirci a breve? Vedremo". E sui social: "Sui migranti respinte 80mila richieste, la sinistra le avrebbe accolte"
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"È evidente che pensavo sarebbe stato più facile con Donald Trump, viste le nostre posizioni convergenti su immigrazione e cultura 'woke'", ma "le cose sono andate diversamente". Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un'intervista al New Yok Times. Meloni ha ammesso che con il presidente americano non si parlano da diverse settimane e alla domanda se lei e Trump avranno modo di confrontarsi dopo la pausa estiva, ha detto: "Beh, vedremo". Ma, ha aggiunto, "continuo a ritenere che l'unità dell'Occidente sia fondamentale. Non decido la strategia italiana in base ai miei rapporti personali". Non mi piace l'idea di un'Italia sottomessa, un'Italia che si considera inferiore alle altre", ha proseguito la premier, il cui obiettivo è realizzare "la più grande rivoluzione possibile in questa nazione: una rivoluzione dell'orgoglio". "Non mi piace che gli altri mi dicano quali sono i miei limiti", ha detto ancora nell'intervista. "Un 'no' è una delle cose che più mi mobilita". Poi, a proposito delle polemiche legate al genere della sua carica, ha aggiunto: "Ciò che mi interessa è se sono libera di diventare presidente del Consiglio dei ministri. Questa è uguaglianza, non essere chiamata 'la presidente'".
In un messaggio postato sui suoi profili social, Meloni ha nuovamente dettato la linea del governo e ribadito la sua posizione sulla questione migranti. "Questo governo ha contrastato l'applicazione di regole insensatamente penalizzanti per noi e infatti, dal 2023 a oggi l'Italia ha respinto circa 80 mila richieste di presa in carico provenienti da altri Stati membri", ha detto la presidente del Consiglio. ”È grazie alla fermezza di questo governo se l'Italia non si è limitata ad accettare passivamente tutto ciò che gli altri Stati ci chiedevano. Cosa avrebbe fatto un governo di sinistra? Probabilmente avrebbe accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul nostro sistema di accoglienza e creando ancora più problemi nella gestione dei flussi migratori". Per Meloni, "Elly Schlein parla di 'boomerang' e di un presunto fallimento del governo nella gestione dei migranti. Ma prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla. Schengen e il Patto su Migrazione e Asilo sono due cose completamente diverse e non c'entrano nulla tra loro. Ed è proprio il nuovo Patto che segna una svolta positiva per l'Italia nella gestione dei migranti cosiddetti 'dublinanti'". La premier ha poi evidenziato che "le nuove regole tutelano molto di più gli Stati di primo ingresso in tema di richieste di asilo e, con il rafforzamento del principio di Paese Terzo sicuro voluto dall'Italia, sarà più semplice effettuare rimpatri accelerati".