Nel bilancio del primo semestre 2026 calano omicidi, furti, rapine e violenze sessuali. Gli arrivi via mare scendono da 30 mila a 14 mila, mentre i rimpatri crescono del 34%
Meno reati, meno sbarchi e più rimpatri. Ma anche più agenti feriti durante le manifestazioni di piazza, nonostante siano in calo le proteste, comprese quelle «con criticità». È la fotografia che emerge dagli ultimi dati diffusi dal Viminale, nel tradizionale bilancio di Ferragosto del ministero dell’Interno che mette a confronto i primi sei mesi del 2026 con lo stesso periodo dell’anno precedente.
La rilevazione in testa al dossier è quella della delittuosità. Tra gennaio e giugno sono stati registrati 1.068.240 reati, contro 1.186.268 nello stesso periodo dello scorso anno, con una diminuzione del 10%. Un calo che riguarda tutte le principali fattispecie prese in esame. Gli omicidi volontari passano da 163 a 138 (-15,3%), i furti da 493.975 a 437.800 (-11,4%), le rapine da 14.275 a 12.515 (-12,3%), le violenze sessuali da 3.384 a 3.142 (-7,1%). Scendono anche truffe e frodi informatiche, da 152.012 a 137.529 (-9,5%). Nel complesso del 2025, i reati erano già diminuiti dell’1,8% rispetto al 2024.
Numeri che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rivendica come il risultato delle politiche messe in campo dall’esecutivo. «I dati confermano un calo generalizzato dei reati. Diminuiscono tutti i delitti a maggior allarme sociale», scrive il titolare del Viminale, secondo cui «l’Italia si conferma come uno dei luoghi più sicuri al mondo».
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Uno dei cali più marcati riguarda gli omicidi con vittime donne. Il documento visionato da Open riunisce nella stessa voce gli «omicidi volontari con vittime di sesso femminile e femminicidi», passati da 54 nel primo semestre del 2025 a 34 nello stesso periodo del 2026, il 37% in meno. Il confronto, però, necessita di una precisazione: il nuovo reato di femminicidio, previsto dall’articolo 577-bis del codice penale, è entrato in vigore soltanto il 17 dicembre 2025. Nei primi sei mesi di quest’anno, specifica infatti il ministero, le 34 vittime comprendono 26 donne uccise in casi qualificati come omicidio volontario e otto vittime del nuovo delitto di femminicidio.
Sul fronte della prevenzione aumentano gli ammonimenti del questore, da 4.138 a 4.582 (+10,7%). Quelli per stalking diminuiscono del 12,3%, da 1.522 a 1.335, mentre crescono del 24,1% quelli per violenza domestica, passati da 2.616 a 3.247.
Il quadro invece è più articolato quando si passa all’ordine pubblico. Nei primi sei mesi dell’anno il Viminale conta 7.149 manifestazioni complessive. Quelle di piazza diminuiscono da 6.540 a 5.713 (-12,6%) e ancora più marcato è il calo degli eventi con criticità, passati da 156 a 98 (-37,2%). Eppure aumentano sensibilmente i feriti tra le forze dell’ordine: sono 136, il 61,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. I civili feriti sono invece 14, in aumento del 7,7%.
È proprio su questo dato però che insiste il titolare dell’Interno, sottolineando «l’impegno degli operatori delle Forze di polizia nel garantire ogni giorno, con equilibrio e professionalità, il diritto di manifestare», nonostante quelle che definisce «le continue aggressioni da parte di violenti e professionisti del disordine». Altro scenario per gli eventi sportivi: le manifestazioni aumentano del 5,8%, da 1.357 a 1.436, ma quelle con criticità scendono da 110 a 71 (-35,4%) e gli agenti feriti diminuiscono del 35,7%, da 70 a 45.
Cresce l’attività di contrasto al terrorismo internazionale. Le espulsioni per motivi di sicurezza dello Stato passano dalle 21 del primo semestre 2025 alle 38 di quest’anno, con un aumento dell’80,9%. Restano cinque gli estremisti minorenni arrestati, mentre i foreign fighters monitorati dal Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo salgono da 154 a 156. Complessivamente, dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026, il ministero conta 254 «soggetti pericolosi» rimpatriati, comprendendo radicalizzati, estremisti o presunti terroristi individuati attraverso la cooperazione tra forze di polizia e intelligence.
Altro capitolo centrale riguarda l’immigrazione. Nei primi sei mesi del 2026 gli arrivi via mare sono stati 14.388, contro i 30.060 dello stesso periodo del 2025: un calo del 52,1%. Il ministero indica inoltre 275.463 «partenze bloccate» dal 2023 al 30 giugno 2026 in collaborazione con Libia e Tunisia, di cui 20.157 nei primi sei mesi di quest’anno.
Percorso inverso per i rimpatri, saliti da 3.301 a 4.432 (+34,3%). Quelli per espulsione crescono da 2.977 a 3.825 (+28,5%), mentre i rimpatri volontari assistiti quasi raddoppiano, passando da 324 a 607 (+87,3%). Il dossier segnala inoltre 97.553 rimpatri volontari assistiti da Libia, Algeria e Tunisia dal 2023, realizzati in collaborazione con l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, di cui 17.685 nel primo semestre del 2026. «Crollano gli sbarchi di migranti irregolari e raddoppiano i rimpatri», ribadisce Piantedosi.
I controlli rafforzati riguardano anche il territorio. Nelle cosiddette zone rosse, attivate in diverse province dal 2024, sono state controllate fino al 30 giugno oltre 2,3 milioni di persone, di cui poco più di un milione di stranieri. Gli allontanamenti sono stati 12.876 e nel 73,2% dei casi hanno riguardato cittadini stranieri. I reati indicati alla base dei provvedimenti sono per il 39% contro il patrimonio, per il 33% legati agli stupefacenti e per il 28% contro la persona.
Il Viminale rivendica infine il potenziamento degli organici. Dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026 le nuove assunzioni nelle forze dell’ordine sono state 45.977, di cui 17.325 nella Polizia di Stato, 19.326 nell’Arma dei carabinieri e 9.326 nella Guardia di finanza. Secondo i calcoli del ministero, il saldo è di 2.527 unità in più rispetto al turnover e altre 25.125 assunzioni sono già programmate entro il 2027. «Non solo copriremo il turnover ma lasceremo più operatori di quanti ne abbiamo trovati, più giovani e più motivati», è la chiosa del ministro al bilancio di metà anno.