germania
22 settembre 2026 alle 00:34
Prova a fare da garante della democrazia e a tirare dritto sulle riformeBerlino. Il cancelliere non vuole mollare. E – sotto assedio, sconfitto alle urne di domenica - prova a fare adesso da garante: «Il governo assicurerà la democrazia nel Paese». A Friedrich Merz, però, un tempo avvocato, non basteranno le armi della retorica per calmare la tempesta perfetta scatenata dal voto del 20 settembre: con la vittoria di Afd nel Meclemburgo, l'uscita epocale della Cdu dal Land, e la conquista di Berlino da parte della pasionaria della Linke.
Il Kanzler ha dovuto ammettere che il «risultato nel Meclemburgo è drammatico, una cesura nella storia del partito». Ma poi ha tirato fuori i vecchi ferri del mestiere, per provare a difendere l'immagine del cancelliere al tramonto, incalzato dagli avversari di ultradestra come dai presunti amici, nella Cdu e nel governo. «Il voto va oltre la mia persona - ha affermato - viviamo un cambiamento profondo del sistema dei partiti in Germania». E questa dinamica non riguarda solo la Repubblica federale, ha incalzato, ampliando lo sguardo sul fenomeno globale. In questo contesto, il leader democristiano conta di andare avanti e di tirare dritto sulle riforme.
Interferenze
Mentre a Mosca, Vladimir Putin infierisce, mandando avanti il portavoce con la sua analisi su quanto accaduto: il malcontento dei tedeschi sarebbe legato proprio alle sanzioni ai russi. «Constatiamo che, in gran parte, il calo della competitività dell'economia in Germania è legata al fatto che abbia smesso di acquistare il gas russo a basso costo». Un ennesimo tentativo aperto dello zar di interferire nelle dinamiche interne della Germania, alle prese con la guerra ibrida che spaventa i tedeschi. In un clima complessivamente ostile, il primo problema di Merz sarà il rapporto con gli alleati: per esempio con Manuela Schwesig, la presidente uscente del Meclemburgo che ha perso di poco le elezioni, ed è riuscita a contenere il successo di Afd (al 38,2 contro il suo 35,5). L'ultradestra non formerà il futuro esecutivo regionale, mentre l'ex ministra di Angela Merkel appare rafforzata da questo voto. È lei ad aver attaccato frontalmente Merz: «Un cancelliere che ha preso meno del 5% nel mio Land dovrebbe fare autocritica e chiedersi cosa abbia sbagliato. Deve confrontarsi con la realtà se vuole recuperare la fiducia ammesso che possa ancora farlo». Una nuova questione di fiducia per il cancelliere che ha appena superato quella interna al presidio federale: "Nessuno ha posto un problema sul personale né ieri sera né stamani", ha assicurato lui stesso, rispondendo ai giornalisti alla Adenauer Haus. E Manuela Schwesig ci è andata anche più pesante: «Lui sbaglia le sue valutazioni su cosa pensano davvero i cittadini sul posto». Del resto una campagna elettorale significa «lottare non farsi una passeggiata». Toni non proprio da alleati. Sul piede di guerra anche la leader di Afd: se andrà avanti così «la Cdu non vincerà mai più una elezione in un Land. Il risultato elettorale in Meclemburgo dimostra che la gente ne ha abbastanza delle politiche del governo, è stata una netta bocciatura delle Cdu e di Friedrich Merz che persegue solo politiche di sinistra».
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