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I soldi non vanno in campo, certo. E guardando al passato si potrebbe pure aggiungere un “purtroppo”, perché se fosse dipeso da ingaggi e valore dei cartellini, l’Italia non avrebbe perso gli spareggi mondiali con Bosnia, Macedonia e Svezia. Il passato però è passato e allora, guardando al presente e a Francia-Italia di domani, è una fortuna che il risultato non sia lo specchio fedele del valore di mercato delle due rose: perché tra l’ipotetica formazione di Zidane e quella, sempre ipotetica, di Mancini, c’è una differenza di 266 milioni a favore dei transalpini. Oltre il 50% in più, considerando che l’Italia, secondo le stime di Transfermarkt riportate nel campetto in alto, vale 457 milioni contro i 723 della Francia: cifre che non varierebbero granché cambiando qualche giocatore. E questo perché Kylian Mbappé, 200 milioni, è infortunato: altrimenti, con lui al posto di Barcola (90 milioni), il valore dell’undici francese sarebbe pressoché doppio di quello azzurro.
Come detto per fortuna i soldi non vanno in campo, ma rimangono comunque un criterio abbastanza solido per rappresentare il valore di una rosa. E danno un’idea chiara dell’impresa a cui sono chiamati domani sera gli azzurri. Per giunta complicata dal fatto che si torna a giocare allo Stade de France e che sarà il debutto casalingo di Zidane da ct, proprio nell’impianto dove aveva firmato da giocatore il trionfo mondiale del 1998. Entusiasmo a mille, dunque, in casa francese. E motivazioni pure, per la voglia di chiudere in anticipo la corsa al primo posto nel girone e per la rivalità storica con gli azzurri.
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