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Migliaia in corteo a Venezia, 'gli influencer antidegrado sono fascisti' - Notizie - Ansa.it


Oltre duemila persone, quattromila secondo gli organizzatori, hanno partecipato alla manifestazione indetta a Venezia dal centro sociale Morion in risposta all'aggressione avvenuta sabato 12 settembre da parte di alcuni influencer di estrema destra.
Il corteo, che ha preso il via dalla stazione, ha attraversato la città scandendo cori per la Palestina e l'antifascismo. "Influencer carogne tornate nelle fogne", uno degli slogan più gettonati. I manifestanti non hanno risparmiato critiche alla premier Giorgia Meloni e a Roberto Vannacci: "Viviamo in un mondo in cui un generale in pensione a 56 anni si costruisce un hobby remunerativo seminando odio, razzismo e paura", uno degli interventi. E ancora: "Dobbiamo iniziare a chiamare influencer antidegrado e sostenitori dell'orgoglio nazionale per quello che sono: fascisti".
La manifestazione ha fatto una breve sosta in campo San Bortolo, teatro dell'aggressione di sabato scorso: "Questa è una città sicura: senza fascisti", hanno scandito i manifestanti, che poi hanno attraversato il ponte di Rialto e hanno concluso il corteo in campo San Giacomo di Rialto, dove si sono tenuti gli ultimi interventi.
All'iniziativa, convocata dopo che l'aggressione aveva mandato in ospedale otto tra attivisti ed esponenti di Avs, hanno aderito decine di sigle tra cui partiti (Avs, M5s, Potere al popolo), sindacati (Cgil e sindacati di base), associazioni (Anpi e Arci). "La nostra città è antifascista, chiediamo una risposta a chi ha deciso di governare questa città, che tra l'altro non ha detto nulla in questa settimana - afferma Anna, attivista del Morion -. Questo clima d'odio non è solo cittadino, ma è un clima d'odio in generale che sta permettendo ai fascisti di parlare, di parlare di remigrazione, di mettere in discussione l'esistenza dei femminicidi e di perquisire e indagare dei medici semplicemente perché hanno fatto dei documenti per non far andare delle persone nei Cpr".
A prendere la parola anche uno dei ragazzi aggrediti, con una vistosa fascia al braccio: "Ho 31 giorni di prognosi per queste bende, ma non me ne frega niente perché oggi siamo più di duemila qui. L'antifascismo non si fa solo con le idee. Si fa in strada, in tanti, con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione".

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