È di 15 giorni la proroga dei controlli «alle frontiere aeree e marittime con la Spagna» decisa la mattina del 15 settembre 2026 dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ne ha dato comunicazione con una nota indirizzata alla Commissione europea e agli omologhi ministri dell’Unione. Il provvedimento porta la scadenza all’8 ottobre 2026 e non più il 23 settembre.
La misura dell'Italia, informa il Viminale, è stata ritenuta necessaria dopo le verifiche condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, riunitosi in mattinata. Permangono infatti «elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche».
La Spagna ha deciso a sua volta di prorogare di 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con l’Italia, comunicando la decisione all’Unione europea. Lo riferisce il ministero dell’Interno spagnolo in una nota.
«I controlli – si legge – erano stati reintrodotti dalla Spagna lo scorso 8 agosto e prorogati per la prima volta fino al prossimo 23 settembre. Il governo ritiene che sussistano ancora le circostanze che hanno motivato l’adozione di tale misura e ha pertanto deciso di prorogarla fino all’8 ottobre prossimo, fermo restando che un cambiamento di tali circostanze possa rendere opportuna una modifica del termine previsto».
La decisione di Madrid arriva dopo l’annuncio italiano della nuova proroga dei controlli sui collegamenti con la Spagna. I due Paesi mantengono dunque le rispettive misure temporanee, introdotte nel contesto della crisi migratoria legata agli arrivi nella città spagnola di Ceuta.
«È assurdo, è inutile ed è una vergogna perché mina lo spirito, la filosofia di ciò che significa essere partner europei». Così il ministro degli Esteri spagnolo Josè Manuel Albares, secondo la stampa spagnola, ha commentato la decisione del governo Meloni di prorogare di 15 giorni i controlli Schengen in relazione alla crisi di Ceuta, e ha criticato il fatto che l'Italia stia attualmente ricevendo il doppio degli ingressi irregolari. A suo avviso la decisione è stata presa in termini di «politica interna»: sia la premier che il ministro Tajani non si stanno comportando come «leader europei all'altezza della situazione».
Albares, parlando con i media in Senato, ha affermato di avere chiesto sia al PP, in quanto alleato di Forza Italia, sia a Vox, in quanto alleato di Meloni, di far loro sapere che «questo provvedimento è una vergogna, è assurdo ed è ridicolo».
Albares ha sottolineato che attualmente l'Italia ha «il doppio degli ingressi irregolari rispetto alla Spagna» e ha ricordato che nel 2023, quando il governo italiano non è stato in grado di gestire l'arrivo di immigrati sull'isola di Lampedusa, «non solo abbiamo offerto la nostra solidarietà, come abbiamo fatto in molte altre situazioni, ma abbiamo addirittura accolto i migranti irregolari portandoli in Spagna». «Capisco che il governo italiano agisca per ragioni di politica interna - ha detto ancora il ministro spagnolo - ma è vergognoso e rappresenta certamente un attacco diretto alla dignità del popolo spagnolo e all'unità e alla solidarietà degli europei», ha insistito, sottolineando che «l'Europa non può esistere senza solidarietà".© RIPRODUZIONE RISERVATA