okayduckyachtclub.xyz

Milano Fashion Week, giorno 2: la perfezione ha perso il controllo


Simone Bellotti, il più intellettuale di tutti, parte da un’antitesi quasi svizzero-germanica. Da una parte il lavoro fatto bene; dall’altra il corpo che lo mette in scena. È una distinzione linguistica, ma soprattutto una dichiarazione di metodo. Perché alla sua ultima collezione per Jil Sander, Bellotti non sembra interessato a reinventare il minimalismo, quanto a capire cosa succede quando il minimalismo deve finalmente vivere dentro un corpo. E il corpo, per definizione, non è perfetto. Il punto di partenza è l’uniforme. Completi, giacche, cappotti, gonne a matita, pantaloni sartoriali: il guardaroba di chi deve apparire composto, competente, inattaccabile. La divisa del lavoro occidentale porta con sé una promessa di controllo. Spalle dritte, bottoni allineati, camicia infilata, proporzioni esatte. Bellotti prende questa grammatica e comincia a farla deragliare. Non è un caso che il metodo ricordi quello di una certa Miuccia Prada.

Model in black outfit walking on runway with audience seated on either side.

launchmetrics.com/spotlight

Jil Sander, primavera-estate 2027

Model on runway wearing tailored jacket and argyle mini skirt.

launchmetrics.com/spotlight

Jil Sander, primavera-estate 2027

Le superfici si increspano, le costruzioni si stringono in vita, le proporzioni sembrano talvolta il risultato di un gesto interrotto. Bellotti è molto più interessante quando sbaglia, senza interessarsi a perfezionare. Alcune costruzioni sartoriali non risultano necessariamente flattering, “lusinghiere”: il designer lo sa, e non sembra particolarmente interessato a nasconderlo. È una scelta significativa per Jil Sander. In un sistema estetico costruito storicamente sulla precisione, introdurre qualcosa di leggermente scomodo equivale a introdurre una forma di vulnerabilità.

Model walks runway in oversized gray suit with pink stockings.

launchmetrics.com/spotlight

Jil Sander, primavera-estate 2027

Person walking on runway wearing a blue blouse and white skirt ensemble.

launchmetrics.com/spotlight

Jil Sander, primavera-estate 2027

Bellotti osserva che l’uniforme viene generalmente associata a forza, durezza, potere. Ma cosa succede se la stessa uniforme diventa morbida? Se il completo non serve più a corazzare il corpo, ma lascia intravedere la persona che c’è dentro? Non perché Bellotti ne tradisca il vocabolario, ma perché ne mette in discussione l’assunto fondamentale: che la purezza della forma debba precedere la vita che la indossa. La collezione suggerisce il contrario. Prima viene il corpo, poi il vestito. La perfezione, insomma, è poco realistica. Poco interessante.

Harper's Bazaar Fashion List

Cardigan in maglia

Jeans a gamba larga

Giglio Large Tote Bag

Stivaletti con tacco