
Un ufficiale e quattro agenti della polizia locale sono stati arrestati (immagine d'archivio)

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Milano, 22 agosto 2026 – Il Tribunale del Riesame di Milano ha disposto gli arresti domiciliari per Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese, i due agenti della Polizia Locale arrestati il 6 agosto con le accuse di peculato, falso ideologico e arresto illegale.
Al centro dell'inchiesta del pubblico ministero Giovanni Tarzia c'è la tesi che il gruppo di cinque agenti della Polizia locale di Milano – per altri due il Riesame sarà il 25 agosto, mentre la commissaria è già ai domiciliari -, attualmente sospesi, abbia intascato 1.450 euro dopo aver adescato un pusher e averlo arrestato illegalmente a Corsico.
Nell'udienza di ieri la difesa composta dagli avvocati Giovanni Briola, Daniela Mazzocchi e Giacomo Gualtieri avevano chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere o, in subordine, una misura meno afflittiva, contestando in particolare l'attualità del pericolo di inquinamento probatorio.
“Riteniamo di aver dimostrato che non c’è stata nessuna appropriazione di denaro e che allo stato non ci siano più quelle esigenze cautelari che avevano giustificato la misura del carcere” avevano detto al termine dell’udienza i legali. E ancora: “Hanno reso gli interrogatori e hanno affermato e dimostrato di non essersi mai appropriati di nessuna somma di denaro”. Ma il Tribunale del Riesame si era riservato di decidere.
Secondo la difesa, la somma necessaria per l’acquisto dello stupefacente era stata messa a disposizione da un informatore della Polizia Locale attraverso un altro soggetto, che prima dell’operazione aveva consegnato 1.500 euro alla donna incaricata di effettuare materialmente l’acquisto. La donna avrebbe poi consegnato i 1.500 euro al presunto spacciatore, ricevendo 50 euro di resto. Da qui i 1.450 euro contestati nell’imputazione. Ma, secondo la ricostruzione difensiva, il denaro sarebbe stato poi restituito.
“Alla donna - si legge nella memoria difensiva depositata - conclusa l’operazione e prima di essere accompagnata a casa, venne riconsegnata l’intera provvista da 1.500 euro che, una volta rientrata, provvide a restituirla a chi gliel’aveva messa a disposizione”. Viene sottolineato inoltre che la ricostruzione sarebbe supportata da messaggi vocali WhatsApp acquisiti nelle investigazioni difensive. “Quel denaro non costituiva una somma estranea all’operazione successivamente rinvenuta dagli agenti, ma - si legge ancora - rappresentava la provvista precedentemente consegnata all’agevolatrice proprio per consentire la cessione controllata”. Alla luce di questi elementi, secondo il legale, viene messa in discussione la stessa ipotesi di appropriazione contestata a Rignanese per il denaro.
Martedì 25 agosto è fissata al Riesame l'udienza per gli altri due agenti detenuti a San Vittore, Denni Dileo e Rosario Piscopo. La commissaria Ilenja Sabato, invece, è già ai domiciliari dopo l'interrogatorio davanti al gip Elio Sparacino.
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