
Momenti di tensione si sono registrati nel pomeriggio di venerdì 11 settembre all’interno di Palazzo Pirelli a Milano, sede del Consiglio regionale della Lombardia. Una trentina di persone ha fatto irruzione negli uffici del Partito Democratico, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine.
L’episodio si è verificato a margine del convegno Il cammino nella luce. L’evento organizzato all’interno di una sala concessa dal consigliere regionale leghista Emanuele Monti, vedeva la partecipazione di oltre quaranta associazioni e comitati di cittadini che denunciano danni o complicanze correlati alle vaccinazioni.
In Regione il convegno sui danni da vaccino. Monti: “Le istituzioni devono ascoltare tutti”. Il Pd attacca: “Spazio ai no vax”
A scatenare la reazione del gruppo sarebbe stata la presa di posizione del Partito Democratico, che poco prima aveva contestato pubblicamente lo svolgimento dell’evento all’interno delle istituzioni. I manifestanti sono quindi saliti ai piani riservati agli uffici Dem urlando e affrontando verbalmente i collaboratori presenti. La calma è stata ristabilita solo dopo l’intervento della Digos e del servizio di vigilanza del Consiglio regionale. Le persone coinvolte nell’irruzione sono state allontanate e riaccompagnate al piano dove si stava svolgendo il convegno.
Attraverso una nota diffusa sui canali social, il gruppo del Partito Democratico ha denunciato l’accaduto, sottolineando la gravità dell’episodio: «Dopo il nostro post di denuncia sul convegno, una trentina di persone sono salite fino ai nostri uffici. Sono arrivate in gruppo, urlando e aggredendo verbalmente i collaboratori presenti. Con l’intervento della Digos e della vigilanza sono state allontanate».
Il Partito Democratico ha inoltre ribadito la ferma condanna nei confronti delle posizioni emerse durante l’incontro, definendo l’accaduto un’aggressione inaccettabile nella sede del Consiglio regionale: «Quello che è accaduto è grave. Prima si spalancano le porte delle istituzioni alla propaganda antiscientifica, poi una trentina di persone salgono fino agli uffici cercando il faccia a faccia. Questo non è confronto e noi non ci faremo intimidire».
Già nelle ore precedenti si era acceso un duro scontro politico sull’opportunità di ospitare il convegno. Il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, aveva espresso una netta condanna dell’iniziativa: «Uno spettacolo orrendo che delegittima il lavoro straordinario della comunità scientifica, di medici e infermieri che hanno dato tutto, a volte anche la vita».
Il promotore dell’evento, Emanuele Monti, aveva respinto le accuse rivendicando la centralità dell’ascolto istituzionale verso i cittadini indennizzati dalla legge 210 del 1992: «Le istituzioni non possono voltarsi dall’altra parte. Riconoscere che anche chi ha subito un evento avverso merita ascolto, tutela e rispetto non significa mettere in discussione la scienza o il valore della vaccinazione».
Lo stesso Monti ha però aggiunto che «c’è un confine che non si può superare», condannando il gesto dei manifestanti, definito in contrasto con il «il rispetto degli altri e delle istituzioni».
«Chi insulta ha sempre torto. Per questo condanno fermamente quanto accaduto ed esprimo la mia solidarietà ai funzionari coinvolti». Scrive in una nota Monti, sottolineando che «Difendere la libertà di espressione significa difenderla per tutti, non soltanto per chi la pensa come noi. Allo stesso modo, il dissenso è pienamente legittimo, ma deve sempre essere esercitato nel rispetto delle persone e delle sedi istituzionali. Pluralismo e rispetto non sono valori contrapposti: sono entrambi indispensabili alla democrazia».
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