Miles Davis aveva un talento piuttosto raro: riusciva a far sembrare inevitabile qualcosa che, fino a un attimo prima, nessuno aveva pensato di fare. Succedeva con la musica, naturalmente. Ma anche con i vestiti, le automobili e gli oggetti che sceglieva. Il Navitimer era uno di questi.
Nato come strumento professionale per i piloti, al suo polso smetteva di appartenere soltanto alla cabina di un aereo e diventava parte di quel guardaroba mentale che oggi chiameremmo semplicemente stile. Bob Dylan, nel 1985, definì Davis la sua personale «definizione di cool». Difficile trovare una formula migliore.
Molto più che un celebrativo
Per il centenario della sua nascita, Breitling recupera quella storia con il Navitimer B09 Chronograph 41 Tribute to Miles Davis, limitato a 500 esemplari e ispirato alla ref. 806 Mk5 che il musicista indossava nella seconda metà degli anni Sessanta. Non è una copia filologica, e probabilmente è proprio questo il punto. Conserva gli elementi che rendevano riconoscibile l’originale, ma li porta dentro un orologio contemporaneo.
La cassa in acciaio misura 41 millimetri, la stessa dimensione dichiarata per il modello storico di riferimento, mentre il quadrante reverse-panda riprende il contrasto tra fondo nero e contatori chiari.
Tornano il logo Twin Jet e una Super-LumiNova color crema che suggerisce il tempo trascorso senza trasformare l’orologio in una caricatura vintage.
Sotto il fondello in zaffiro lavora invece il calibro di manifattura Breitling B09, meccanico a carica manuale, con circa 70 ore di autonomia, ruota a colonne e innesto verticale. Una scelta coerente con l’epoca precedente all’affermazione dei cronografi automatici.
Ed è forse la carica manuale il dettaglio più interessante. In un orologio dedicato a Miles Davis, l’idea di dover intervenire ogni tanto sulla corona possiede quasi qualcosa di musicale: un gesto piccolo, ripetuto, deliberato. Come lasciare spazio tra una nota e l’altra. Davis aveva costruito parte del proprio linguaggio proprio sulla sottrazione, sul silenzio e sulla capacità di non riempire tutto. Il Navitimer, al contrario, è uno dei quadranti più visivamente complessi dell’orologeria moderna. L’accoppiata funziona proprio perché nasce da una contraddizione.
C’è poi il bracciale Air Racer, altro magnifico cortocircuito culturale. Nato negli anni Sessanta con un disegno traforato ispirato ai rally, sarebbe diventato più tardi uno dei dettagli associati a Serge Gainsbourg. Breitling lo ripropone accanto al più classico cinturino in vitello marrone sfumato. Aviation, motorsport, jazz: in pochi centimetri di metallo si incrociano tre mondi che, negli anni Sessanta, stavano ridefinendo l’idea stessa di modernità.
Il cofanetto «Lifetime Club Member Set» con tre versioni dell’orologio in acciaio, oro giallo e platino. Ne sono stati realizzati solamente 50.
Per i collezionisti più determinati esiste anche un «Lifetime Club Member Set» di appena 50 cofanetti, con tre versioni dell’orologio in acciaio, oro giallo e platino. La custodia ricorda quella di una tromba, la fodera blu cita Kind of Blue e all’interno compare perfino una tromba rossa in miniatura. Un esercizio scenografico, certo, ma ben più intelligente del solito packaging commemorativo.
Georges Kern durante il Miles Davis Launch Event,la serata di presentazione dell’orologio, con l’artista Wallace Rooney Jr.
La cosa più riuscita, però, resta l’idea da cui tutto parte. Miles Davis non indossava un Navitimer perché qualcuno gli aveva spiegato che sarebbe diventato iconico. Lo aveva semplicemente scelto. Ed è questa differenza, sessant’anni dopo, a rendere ancora interessante l’orologio.
